Ci mancava soltanto Mattarella, a imitazione di Bergoglio, a renderci amara, triste, desolata la festa della Liberazione (che per me è e resta soltanto il giorno di San Marco...). Sì, dopo la squallida preghiera del Papa, in solitario, in una piazza San Pietro vuota di anime e di sacro, che ha dato un gusto di fiele alla Pasqua, ecco il Presidente della Repubblica, in mascherina, con due corazzieri in mascherina, deporre la corona di alloro al Vittoriano. Nel sole, eppure buia la piazza. Nel vuoto che urla. E dietro le spalle, lo scempio di piazza Venezia, in rivoluzione per la metro C, in un groviglio di acciaio e di tristezza.. allegria, direbbe Mike Buongiorno!
Il fiato di Malefica stringe alla gola, mozza il fiato e il pensiero si fa ritorto, labirintico, incapace di capire quale sassolino seguire e nessuno più indica la strada. Non l'autorità civile e neppure quella religiosa. Io, per parte mia, cammino salda nella Legge immutabile che è ricamata nel mio cuore e che mi ha chiamato da lontano, anni orsono, per chiamarmi a sé. Ma il mio sguardo si posa tutt'intorno a quanti o non vogliono udirla o chiudono le porte oppure pensano di far meglio da sé e li guardo mentre combattono da soli sul palcoscenico del mondo e per loro prego.
E ora, per augurarvi buona domenica, e lasciar nel cuore quel poco di incanto che viene da lassù, vi mando la mia squadriglia di codirossi spazzacamini con un cestello colmo di ciliegie sabine da distribuire per il dopopranzo domenicale!

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