Tra i compiti solenni delle sister portiere, che facevano la guardia alla scuola tenendo sempre il portoncino aperto sulle scale, c'era quello di suonare le campanelle che chiamavano per nome le consorelle. Din-don-din-din... Ogni sister aveva il suo codice in doremi, tradotto in un alfabeto morse di scampanellii che, alla bisogna, riempivano cortile, aule e cuore. Nel silenzio delle mattine d'oro, noi chine sui banchi, si inseguivano, lì fuori, gli squilli d'argento a ricamare il cielo di armonie celesti. Solo le sister custodivano il mistero di quelle sequele angeliche. A noi bambine restava l'alfabeto muto che, declinato in velocità, con gesti e smorfie, ci trasformava in altrettante scimmie..
Solo qualche anno fa, parlando con la sister direttrice (senza più abito né velo) seppi che sister Paolina e sister Addolorata, morte oramai da tempo, erano gemelle e quando, salutate le sister rimaste, uscii nel cortile morto anche lui, lo giuro, le vidi, le mie due sister portiere, le vidi andare via, accompagnate dal tintinnar delle campanelle, le vidi senza bagagli, uguali uguali, spiriti nudi. Finalmente gemelle.


Bellissimo...
RispondiEliminaIl mio ricordo del Mater Dei è più lontano, ma il volto diafano di Sister Lupita, l'economa, che ci accoglieva sulla soglia della Direzione con il suo Good Morning appena sussurrato è rimasto impresso nel mio cuore. E che dire di Sister Saint Paul che andava in giro per le aule con il suo medaglione con la scritta "Sono Matta" che noi le avevamo regalato.Poi come per incanto, il mondo si fermava al rintocco della campana di mezzogiorno e tutto l'istituto recitava l'Angelus. Un mondo lontano, diverso da quello a cui ormai siamo abituati.
RispondiEliminaGrazie Maria Lilia! Noi del Mater Dei portiamo ancora oggi, per così dire, il basco in testa!
RispondiEliminaPer caso, girando in rete, ho letto i vostri ricordi, che sono anche i miei, nitidi come se appena vissuti. Sister Saint Paul era unica! Vi ha mai messo all'angolo con il grembiule in testa? Che risate! Grazie!
RispondiEliminaSì, sì, Sister Saint Paul, (sospiro mio di delizia e rimpianto) ci inseguiva con un righello da sarta, ruvida come carta crespa e dentro un ovetto di cioccolata... Ciao Francesca! Ester
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