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giovedì 16 aprile 2020

Un cagnetto alla moda

Nel mio diario quotidiano degli arresti domiciliari si segnala oggi l'incontro, tenero, con un barboncino nero tanto grazioso, piccolino, morbido e affettuoso che lo tengo ancora adesso, che di ore ne sono passate quattro o cinque, cucito al cuore con gli spaghi dell'amore. Ero andata, con il lasciapassare minsiteriale, come ai tempi della peste di Milano e delle grida manzoniane, a comperare per me e per Anna un cespo di lattuga, pomodori, banane e carciofi romaneschi al mercato di Via Baccina, che, quando vado io, è vuoto di acquirenti mentre al supermercato di Via del Boschetto già la coda avanza fin su via Nazionale, quando, ultimati gli acquisti, mi giro per fare una capatina al punto di book crossing che non si sa mai.
Snaso tra i volumi mentre la verduraria, che è una bella ragazza con capelli biondi e mascherina, mi chiama per pagare quel che le devo, e torno sui mie passi "Scusi, scusi, eccomi qui", in mano tengo un volume di fantascienza che di certo piacerà al marito, orfano delle librerie, e pago sulla mano guantata della signorina ed è proprio allora che, come zampettando tra cielo e terra, vedo arrivare, al guinzaglio delal sua padrona, il barboncino. "Oddio - dico divertita - ma ha la mascherina" E la signora, di certo spiritosa: "Sì, certo, è un cagnetto alla moda!". Ride, ridiamo mentre lui, il cagnetto alla moda non sa più che cosa fare per farsi da me amare, in balzo leggero, soffice e ricciutello il pelo fresco di shampoo alla pesca...

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