Eh già, aveva proprio ragione il Gattopardo, che era Principe, quando, parlando con il giovane rivoluzionario (suo nipote e bellissimo perché con la faccia di Alain Delon), sospira: "Bisogna che tutto cambi perché tutto resti uguale". E infatti, ieri sera, il nostro nasuto presidente del Consiglio, in una strombazzata conferenza a reti unificate, dopo averci illuso che il 4 maggio sarebbe partita la fase 2, ha praticamente confermato la filosofia del Gattopardo, cioè cambiando tutto non si cambia niente! E, infatti, dal 4 maggio in poi saremo allo stesso identico punto di prima, trattati da irresponsabili e cretini, con il permesso scritto per sgranchirci le gambe, senza la possibilità di passare un fine settimana in santa pace in campagna, senza poter lavorare se sei barista, estetista e via proibendo. E in più, niente messe! O meglio sì alle messe (ma il premier non sa che le funzioni religiose si chiamano messe?) per un funerale, ma - udite udite - con non più di 15 persone. Sgranate gli occhi? Ma come, lo sanno anche i bambini che il virus, se ci sono più di 15 persone "assembrate" salta alla gola di tutti e se, invece, le persone sono 10 se ne sta buonino buonino a giocare a palla a volo in cortile e casomai aspetta il turno suo per entrare? Se non fosse un pianto e noi prigionieri (mentre i boss mafiosi a casuccia...), sarebbe davvero da seppellirli con una sonora risata...
Caro Conte, che non sei conte neanche per niente, e che, pur professore, fatichi a mettere le parole in fila in italiano in bell'ordine e sull'attenti come si conviene a un buon politico; caro Conte, dicevo, io non posso dirti che cosa vedo, nel vederti, ma so per certo che, e dai e dai, esagerando con il tirar la corda, finirai per caderci tu nella trappola...
E ora, basta con i finti quarti di nobiltà, ai miei quattro lettori quattro mando un abbraccio santo di buon lunedì, al calduccio nella preghiera mia del cuore che ruscella appena mi sveglio all'alba e mi segue fedele fino alla prima sera quando mi corico nel sonno che è oblio e dono del cielo.

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