Pagine

martedì 11 gennaio 2022

Un giorno lontano in Albania


 Ho conosciuto David Sassoli durante un viaggio di un giorno in Albania. Il mio primo viaggio da inviata. Lui era un bel ragazzo biondo, allegro, tutto battute, scriveva allora per "Il Giorno" (che io non avevo letto mai). Io appena assunta, in qualità di pubblicista part time, al Gazzettino, inesperta quanto basta e alle prime armi. Andammo al seguito del sottosegretario Vitalone per consegnare non so quanta farina agli albanesi che erano appena usciti dalla dittatura comunista.

Ricordo la visita alla stazione di Durazzo e, nella polvere di farina bianca che volava nell'aria, creando un'atmosfera da finta nevicata e come di crepuscolo dell'umanità o di girone dantesco, andavano e venivano i portatori con i sacchi sulle spalle. Una desolata umanità in cammino... David cominciò così il suo pezzo davvero bello (scriveva benissimo!), che mi fece leggere quando, al ritorno, sedemmo vicini in aereo. Una citazione,  mi pare, di Cesare Pavese ("Lavorare stanca") e di certo parole calzanti, che me lo fecero ricordare fino a oggi. Mi aiutò a scrivere il pezzo mio, dandomi degli ottimi consigli (avevamo notato, entrambi, che su un bel viale, gli alberi erano stati tagliati a monconi per far legna e scaldarsi (ci spiegò una guida). Ricordo anche, e mi colpì, che nei campi c'erano donne e bambini col bestiame e nei bar tutti gli uomini a fumare, a bere e a chiacchierare. Conobbi anche un giovane albanese che parlava italiano e che protestava davanti all'università...

Ecco, all'arrivo a Ciampino, ci salutammo, David  e io, per non vederci mai più. Lui, in ascesa, prima al Tg1 poi in Europa, io, nel nulla sulla terra, verso il Signore che ancora oggi mi conduce e sempre mi condurtrà. Prego per te, David! 

Nessun commento:

Posta un commento