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venerdì 21 gennaio 2022

Due anni con i topolini fizzer

 


Mentre nel nostro triste Paese il governo dei migliori (ahahah) si interroga su come tormentare meglio i non vaccinati per spingerli all'inoculazione, Putin è lì lì per invadere l'Ucraina, come ho letto soltanto su siti americani e inglesi perché nei nostri giornaloni di régime (come direbbe Figliolo per non dir regime) non un fiato né un a né un ba. Bello no?

Così mentre Beatrice Lorenzin (che ora è del Pd, ma non era di Fi?!), con occhio vitreo, cuore di pietra, e labbra strette difende tutti i vaccini possibili immaginabili, da paladina delle farmaceutiche qual è, e se la prende con quanti, di fronte alle follie di tutti i provvedimenti incostituzionali che hanno di fatto creato l'apartheid in Italia (davvero non avrei mai creduto che potesse accadere dopo tutte le giornate della memoria celebrate, ora lo so, al sapor di cetriolini sott'olio), il mondo è lì lì per entrare in guerra, perché Biden ha già detto che non resterà certo a guardare...

Ma bene, ma bravi. In Italia c'è da fare il nuovo Presidente della Repubblica, evviva evviva, distraiamoci, non pensiamo all'apartheid e l'Ucraina è lontana. Ma bravi, ma bene, cari politici. E poi, cosa vuoi, Sanremo dove lo metti? Dobbiamo occuparci di come si vestono quei maneschi che a me paiono dei gran villanzoni...

Intanto rullano i tamburi, il conto alla rovescia e cominciato. Ma la mia personale guerra è di certo contro chi vorrebbe estendere la finta emergenza fino a dicembre del 2022. Mi accontenterei, cari i miei politici, che, invece di romperci le scatole con i balletti quirinalizi, vi occupaste un poco di noi che abbiamo avuto due anni dei topini fizzer...

Ecco, ho finito, corro a preparare il caffè e con una riverenza mi congedo. 


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