Il Cardinale Zen ha compiuto novanta anni e io, dal mio piccolo blog, mi unisco agli auguri che di certo gli saranno venuti da ogni dove, essendo lui un uomo del Signore, strenuo difensore della Verità e vero Pastore in questi tempi di tenebre dove i lupi, per coprir fauci (Fauci) e pelacci, prendono le lane degli agnelli...
E avanti, nel freddo di gennaio che morde come sempre, nonostante le gretinate e gli spauracchi del velo spesso di lana cotta che han deciso di stendere sulla Verità. Fa niente. La Vita, la vera vita, che è quieta, serena, fatta di vita e di morte (anch'essa serena) continua a scorrere, nonostante le menzogne, le fole, le assurdità sbandierate da giornalisti, virologi e ogni tipo di vocio umano. Ieri, ad esempio, ero al Parco Aldobrandini con un certo giovane, che ha problemi a tradurre il latino, e mentre parlavamo del Dio Quirino (degli antichi romani) e di chi c'è in testa alla Colonna Traiana (per capire il filo rosso che passa dal pontifex maximus ai Pontefici romani) ho visto negli occhi del ragazzo il lampo della vita vera che s'accendeva d'interesse e il suo desiderio di ritrovar le radici per camminar diritto in questo mondo storto. E si è tolto, senza accorgersene, così naturalmente come bere un sorso d'acqua alla fontanella del lupo, la mascherina. Dio sia benedetto! Corro a cucinare...
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