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sabato 15 gennaio 2022

Rose d'inverno (con le spine)

 

Le belle rose di Santa Rita

Poiché, questa mattina, dovevo restituire a una vicina di casa (che mi aveva regalato un bel piatto di fagioli e cotiche) tegame e coperchio del trasporto, quando si è fatta un'ora di luce, visto che io m'alzo quando la notte è ancora avvolta nel suo tabarro di stelle, salgo al piano tal dei tali dove m'apre la porta lei, la mia conoscente, con su una mascherina che pare un monatto. Oddio, mi dico, ma perché ora porta la mscheretta e quando eravamo in pieno lockdown, l'anno passato, ci vedevamo a viso nudo? Vabbè, sono domande oramai che costan anni di galera (o perlomeno una discussione e occhi al cielo) sicché quando mi domanda se desidero un caffè, beh, declino l'invito perché non mi va di berlo con una persona che mi vede come un pericolo e un  nemico. Il caffè è un piacere, una gioia fumante, un dolce tu per tu, sicché no grazie, sorrido, e scendo a casa mia.

Ma mentre scendo, e scendo un rigo più sotto proprio qui, mi chiedo dove mai ci condurranno ancora queste regole a ricatto, come pistole cariche puntate alla tempia. O fai questo o non lavori. O fai quello o non puoi prendere l'autobus, O ti metti l'orrido bavaglio o resti tappato in casa: Oggi voglion inocularci il vaccino. E domani? Magari toglierci un occhio per darlo a chi ne ha bisogno? Oppure tagliarci i capelli a zero per far parrucche per i calvi. Oppure ancora cedere la macchina, la casa, i figli, la felicità. O la vita tutt'intera. Con questi tristi pensieri me ne sono tornata giù, ho aperto la porta, e mi ha avvolto il caldo profumo della bondiola che mio marito aveva cucinato per noi e i pensieri, come mosche cocchiere, sciò, sciò via, aria ai monti, come diceva la mia nonna cara, nonna Lisetta, tutte tornate al loro triste signore, che è mio arcinemico.

Buona serata a tutti, senza mosche e con le rose profumate di Santa Rita! 

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