Pagine

lunedì 31 gennaio 2022

La Verità vince sempre

Del mio amico Giampiero! AHAHA

 
Questa mattina, sveglia molto presto perché chi amo si organizza al martedì per la sua vita e io corro, prima, a preparare il caffè per tutti e due ed è una gioia santa starsene lì, al primo lucore dell'alba, con le calde bevande tra le dita a chiacchierare in dolce intimità d'amore. Ieri e oggi, da 27 anni...
Però sul cellulare arrivano le notizie dal mondo e non sono mai belle. Questa mattina, in Calabria, un insegnante che non si è vaccinato (e ha fatto la sua libera scelta come dovrebbe essere in un Paese normale) si è dato fuoco. E le immagini, con le fiamme vive, riempivano di sgomento gli occhi e il cuore. Oh come è possibile che stia capitando in Italia? Non siamo in Boemia ai tempi dell'invasione sovietica? Eppure è successo. Poi penso alle parole malvagie di un sottosegretario che prometteva una vita infelice ai "no vax" ed ecco i frutti malvagi della malvagità! Vergogna!
Naturalmente sul Corriere delle tenebre e su tutti i giornali affini e soliti, pieni di nulla e di vento di scirocco, non una parola sul gesto estremo di questo povero insegnante che voleva semplicemente fare il suo lavoro e vivere in una democrazia. Non una parola, come nelle più tristi dittature. Tutti a nascondere sotto il tappeto le ossa dei gamberetti. Non raccontano nemmeno della quindicenne morta a Palermo nel sonno, per la quale tutto il Rione chiede giustizia, subodorando che lo zampino malefico di quel decesso sia il vaccino. Il parroco della comunità, che ha trasformato in hub, la casa del Signore, si è inalberato e ha dichiarato di smetterla con le illazioni, che la bimba si era vaccinata cinque mesi prima. E allora? E allora, caro don? Lei, alzando la voce, non potrà fermare il trionfo della Verità e del Cuore Immacolato di Maria. Solo che, glielo ricordo, lei dovrebbe essere dall'altra parte della barricata. Di chi, cioè difende la Verità che è nostro Sognore. Non certo un vaccino...

sabato 29 gennaio 2022

Carciofini sott'odio

 

Non questi! Questi sono i miei carciofi del cuore!

Oh che spettacolo penoso e triste è andato in onda ieri sera, con il favore delle tenebre! Un governo che, in teoria, raccoglie tute le forze del Parlamento e quindi dovrebbe, in concordia, individuare il nuovo Presidente della Repubblica, riesce a malapena a partorire il Mattarella. Siamo proprio a bordo della nave "Discordia.org" di cui ho scritto per Stilum Curiae di Marco Tosatti e che potete leggere a questo link https://www.marcotosatti.com/2022/01/28/bdv-e-il-racconto-del-naufragio-della-discordia-gov/

Sì, la nave è affondata, ma i marinai - tutti i parlamentari che hanno paura di perdere il posticino e lo stipendio - si sono affrettati a sgottare l'acqua che entrava a manate dalle murate e così, un secchio via l'altro (oh issa!) sono riusciti a restare con il becco asciutto e il sederino al caldo per altri sette mesi. Intanto, però, dentro la nave dei folli si affilano i coltelli e l'odio, reso palese durante la settimana di inutili voti, si è fatto color verde rancore e il sangue a malapena viene tenuto nascosto. Mattarella, intanto, seguito dai due Presidenti di Camera e Senato (che non si guardano in faccia), ieri, è tornato nelle sue stanze. Tutti e tre, ieri notte, lei scarmigliata, lui, Fico, oramai tutto bianco, e lo stesso Mattarella mi sono sembrati tre nanini in casa di Biancaneve. Carciofini sotto'odio... Che pena, che tristezza. Intanto anche il Drago, offeso, torna al suo posto e ne vedremo altre, di brutte. Coraggio, in preghiera guidati dalle schiere celesti di San Michele Arcangelo!

Una cosa: se non lo avete ancora fatto, comperate il mio libro! Vorrei tanto pubblicare anche il secondo dedicato a Santa Emerenziana e Santa Marcella. Le rincorro a spasso per la Capitale: avanti!

https://www.ibs.it/libri/autori/benedetta-de-vito




venerdì 28 gennaio 2022

Caro Presidente, secondo me

 


Avevo ventisei anni, appena assunta nella redazione romana del Gazzettino di Venezia, quando il mio caporedattore, veneziano di Dorsoduro, la cicca sempre in bocca come i giornalisti americani, mi fece chiamare nel suo ufficio. Tremai un poco, ma non troppo. Sicché bussai, entrai, mi sedetti davanti a lui che scriveva. Sul tavolo c’erano tre lanci di agenzia (che allora erano veramente fatti di carta velina). Dicevano, in tre righe tre, che il Presidente della Repubblica, che allora era Francesco Cossiga aveva incontrato l’allora ministro dell’Interno, Vincenzo Scotti, e quello della Giustizia, Claudio Martelli. Solo questo, niente più. Senza sollevare lo sguardo dalla macchina dal computer, Gianpiero, indicandomi con il naso i foglietti e poi la porta, disse solamente: “Sessanta righe”. Fu così che per la prima volta mi ritrovai, e mi costò assai perché dovetti capire e indovinare i motivi degli incontri, a scrivere della Presidenza della Repubblica, che restò poi uno dei “miei” argomenti. Ebbi la gioia di salire al Quirinale per qualche premio, di cui nulla ricordo, e lì mi innamorai non degli alti corazzieri, ma degli angioletti di Melozzo da Forli che sorridono, bimbi e ricciuti, sull’ampia scalea. Ogni volta poi mi capitava, a ogni settennato, di scrivere dei cicalecci e dei vocii politici intono a questo e a quel candidato e a cercar di indovinare chi avrebbero eletto, con scarsi risultati…

Lo faccio oggi pure, mentre l’Italia sembra addormentata in un crepuscolo di silenzio, e dico, senza troppo esitare, che alla fine la spunterà Pierferdinando Casini, perché è una figura defilata, scolorita e dimenticata, quel tanto che basta a farlo diventare un ottimo Capo dello Stato. Draghi, no, troppo esposto, con le sue leggi draconiane ha spaccato il Paese, vax contro no vax… Conosco bene la storia di Casini perché è uno dei tempi miei. Lo ricordo ai tempi della sua presidenza della Camera ed era un bel ragazzo davvero e poi l’ho veduto diventar brizzolato e poi canuto. Cambiò moglie e casacca.  Lo conosco da quando era portaborse di Arnaldo Forlani e  perché una certa cara amica mia, o meglio la sua famiglia, gli segue terre e poderi nella bella terra di Romagna. Sicché, vedremo, io, se potessi scommetterei anche qualche soldino, così tanto per mettere un poco di zucchero e cannella sulla quotidianità mia che oggi è di stare chiusa in casa con il covid. Ma voi non so, che cosa dite?

 E mentre scrivo del Presidente della Repubblica e della scommessa che qui mi sono divertita a fare, ripenso al giorno in cui un caro collega ora defunto, Arcangelo Paglialunga, che allora era il decano della Sala Stampa Vaticana, mi svelò, con un mese d’anticipo che il successore di Giovanni Paolo II era il cardinale Ratzinger, che gli era fidato amico. I due amavano la musica e, insieme discorrevano, di musicisti, gregoriano, arie, canti sacri. Una bella amicizia che a me ha regalato, per le vie misteriose della Provvidenza, uno scambio epistolare con Benedetto XVI, Papa Emerito e che io chiamo, nel mio cuore, solo Benni.     

mercoledì 26 gennaio 2022

Io ho scelto

I sassolini di Santa Emerenziana che avevo cucinato per il 23 gennaio, giorno del battesimo del mio bambino e di Santa Emerenziana, appunto

In questi tempi difficili, di mondo alla rovescia, in cui si fa fatica anche a respirare perché tutt'intorno sembra di non riconoscere ciò che fino a poco prima era famigliare, io finisco per benedire questa "psicopandemia" che mi ha consentito di fare pulizia nel cuore tra le tante persone che, in un mazzo, senza conte né distinguo, occupavano un posticino e alcune di loro senza punto meritarselo. Sì, nel segreto del mio cuore, senza che sia palese lì fuori, ho fatto la mia cernita e la mia scelta e niente mai sarà più come prima. Peso le parole, la presenza e anche l'assenza di tutti e  di ciascuno
 e nuovi orizzonti s'aprono per nuove amicizie nate, per dire così, dalla separazione di frumento e zizzania.

Così mi pare, pur immersa nella prova che tanta pena mi ha dato e continua a darmi, di essere in partenza su un piroscafo che vada a esplorare nuovi mari e dal ponte della nave, osservo la banchina dove restano indietro i tanti che han popolato la mia vita fino ad adesso e che non trovan posto a bordo. Il naviglio scivola via, liscio sul mare quieto, davanti un sole d'oro, dietro una scia di bianche spume e da lì, dal ponte, salutano gli altri, quelli rimasti indietro, anche loro pieni della loro vita, diversa dalla mia, eppure altrettanto sacra, importante e allegra. Vi saluto, carissimi, e se è stato bello stare insieme più ancora lo sarà andar da parti opposte come vuole la verità che obbliga a scegliere da che parte stare. Io ho scelto.


sabato 22 gennaio 2022

Con il cuore pieno di sole

La bellezza romana splende! 

In barba a tutti i cupi dippicciemme che funestano le nostre serate, con le "regole" senza capo né coda, calzate negli zoccoli del diavolo, io sorrido al bel cielo azzurro che è dono del Signore e so che Lui mi sorride da lassù, io specchiata nel disco d'oro del sole. E combattendo nell'invisibile, che è molto più potente del visibile, allegra trascorro le ore nel piccolo quotidiano mio (oggi, ad esempio, metterò in forno tanti sassolini di Santa Emerenziana, che festeggerò domani con gioia per ringraziarla di quanto mi ha insegnato). Io vivo al calduccio, sotto al manto azzurro della Madonna e di tutti i divieti che mi impongono mi faccio una gloria e un onore. E un vanto. Evviva, il sacrificio, fatto per la Verità che è Via e Vita ed è il mio Santo Signore, Re dei Re. E ai loschi dippicciemme in odore di aprtheid e di odio, che camminano storti, faccio marameo che è quanto faceva Padre Amorth, grande esorcista, prima di ogni sua brillante liberazione...

Che cosa mai mi importa di non poter comperare un paio di pantaloni nuovi, quando indosso, giorno e notte, l'invisibile armatura d'oro del mio grande Generale San Michele Arcangelo? Rido, nell'aria celeste, immaginando i cattivoni (captivi diaboli) intorno a un tavolaccio rotondo, tutti stupidamente concentrati con l'obiettivo di rendere impossibile la vita di chi non accetta la loro signoria alla rovescia che fa soltanto ridere i polli. Ma dai, fate soltanto ridere. Al diavolo, forse non lo sapete e ve lo dico io, piace stare sotto i piedi della Madonna. Come, non lo sapevate? E rispetta i figli della luce, mentre, sotto sotto, disprezza chi cade nelle sue tenebre. E quindi attenti a voi!

Ecco, ho finito, ora devo occuparmi delle piccole cose mie. E prima di salutarvi vi lascio il link al mio articolo su Stilum Curiae che parla del nostro dolce Cristo in terra, Benedetto XVI.https://www.marcotosatti.com/2022/01/21/bdv-benedetto-forse-ha-sbagliato-ma-viva-benedetto-il-katechon/ 

venerdì 21 gennaio 2022

Due anni con i topolini fizzer

 


Mentre nel nostro triste Paese il governo dei migliori (ahahah) si interroga su come tormentare meglio i non vaccinati per spingerli all'inoculazione, Putin è lì lì per invadere l'Ucraina, come ho letto soltanto su siti americani e inglesi perché nei nostri giornaloni di régime (come direbbe Figliolo per non dir regime) non un fiato né un a né un ba. Bello no?

Così mentre Beatrice Lorenzin (che ora è del Pd, ma non era di Fi?!), con occhio vitreo, cuore di pietra, e labbra strette difende tutti i vaccini possibili immaginabili, da paladina delle farmaceutiche qual è, e se la prende con quanti, di fronte alle follie di tutti i provvedimenti incostituzionali che hanno di fatto creato l'apartheid in Italia (davvero non avrei mai creduto che potesse accadere dopo tutte le giornate della memoria celebrate, ora lo so, al sapor di cetriolini sott'olio), il mondo è lì lì per entrare in guerra, perché Biden ha già detto che non resterà certo a guardare...

Ma bene, ma bravi. In Italia c'è da fare il nuovo Presidente della Repubblica, evviva evviva, distraiamoci, non pensiamo all'apartheid e l'Ucraina è lontana. Ma bravi, ma bene, cari politici. E poi, cosa vuoi, Sanremo dove lo metti? Dobbiamo occuparci di come si vestono quei maneschi che a me paiono dei gran villanzoni...

Intanto rullano i tamburi, il conto alla rovescia e cominciato. Ma la mia personale guerra è di certo contro chi vorrebbe estendere la finta emergenza fino a dicembre del 2022. Mi accontenterei, cari i miei politici, che, invece di romperci le scatole con i balletti quirinalizi, vi occupaste un poco di noi che abbiamo avuto due anni dei topini fizzer...

Ecco, ho finito, corro a preparare il caffè e con una riverenza mi congedo. 


giovedì 20 gennaio 2022

Un Presidente vale l'altro


Vorrei, in un sussurro, dire ai politici tutti quanti, destra, sinistra e non so più che altro, che sapere il nome del futuro Presidente della Repubblica mi interessa come degli usi e i costumi di Belfagor al Louvre. Nel senso, e perdonate la mia sincerità, che tanto uno vale l'altro. Sarà Casini? può essere e lo stesso chisseneimporta. Tutti i presidenti, appena s'insediano al Quirinale, diventano figurine e uguali gli uni agli altri. Sono ingessati nella logora pompa di un ruolo che interpretano sempre a beneficio dei potenti, e non certo del popolo, e ripetono a macchinetta sempre le medesime melensaggini, alle otto di sera del 31 dicembre, e non danno mai ragione alla vita vera e alla verità, che anzi soffocano con il loro cerimoniale e le tante parole strozzate dal talco e dalla biacca degli attori consumati quali sono. Via, indietro, lasciate che il fiore germogli e il seme di limone dia il suo frutto!

Sì, fate come volete al Quirinale che ha ormai perduto, e per sempre, la sua meravigliosa sacralità profumata di mirto. Il Quirinale che era caro al Dio Quirino, Dio degli antichi Romani, che moriva e rinasceva come il nostro Gesù. Quirites si dicevano i senatori perché morto il padre, la carica, il Quir, rinasceva nel figliolo. Così più non è. Dissacrata, priva di benedizione, lontana da Dio, la politica è superbia luciferina. E con superbia e spregio di ogni santa verità abbiamo subito questi due anni di follia, al sapore del male puro. Io, da subito, non ho avuto mai paura, da subito l'odor di zolfo mi riempiva le narici dandomi la nausea appena vedevo i protagonisti della psico-pandemia. Sì, non ho creduto a nulla, fin dal principio. E ho vissuto nel nido della vera vita, sotto la Croce Santa, al calduccio, sotto il manto di Maria, nelle dolci mani di Dio.

Cercando, scrivendo, di mostrar il cielo dietro la coltre spessa delle bugie a quanti avevan la ventura di leggermi su Stilum Curiae. Ho provato, ho combattuto la battaglia, sono stata al servizio di Santa Caterina e di San Michele Arcangelo, diventando la loro Giovanna. Sì, fate come vi pare per il Presidente. La Vita, la vera Vita, non si cura di voi e delle vostre bieche trattative!   E il pettirosso che è qui in fotografia vale, per me, un milione di volte più delle vostre stanche parole e dei vostri grigi volti di eterni perdenti.

martedì 18 gennaio 2022

Ma perché?

 

Su Via Nazionale, altezza San Vitale...

Mmm, questa mattina, come faccio ogni giorno dopo aver sbrigato le cose di casa che si contano sempre sulle dita di due mani, ho fatto il giro dei "nemici", così chiamo i giornali che un tempo leggevo e che ora mi limito  visitar in volo di tortora per cercar di capire, con l'aiuto poi del Signore, le trame e i nuovi inghippi che preparano lorsignori. Dunque, mmm, giro e penso. Oh come mai non ci sono più dati di malati, contagiati e morti, né i visotti dei virologi dalle sentenze versicolori e ogni giorno a stringere il cappio come tanti Dottor Knock (vi consiglio casomai non lo abbiate visto di prendervi un'oretta e mezza per questo film oppure lo sceneggiato...) al collo degli italiani considerati tutti in blocco pericolosi untori?

Mmm, penso e leggo la lista dei negozi dove oramai serve per entrare un lasciapassare come se si trovassero non in Italia, ma, che ne so, nell'Unione sovietica di Stalin. Oh come mai se i contagi frenano e dal latinorum delle istituzioni si capisce che la psicopandemia ha fatto le valigie e se n'è andata via perché restano invece le strette che, anzi, si fanno ancora più feroci? Non sarà che il motivo è la voglia di vaccinare il più possibile prima che il tempo scada? Mmm, mi sa che è proprio così. Oppure, chissà, magari vogliono, in questo modo, farci capire che le restrizioni resteranno anche quando l'ormai celebre virus è partito per Timbuctu. Prima di concludere, voglio avvertir piccole imprese e negozi: il gp farà guadagnar tantissimo i negozi sul web e far la fame a quelli che hanno vetrine e merce in giro per la nostra bella Italia. Il divide et impera è tipico del potere, sono i "sudditi" che non devono accettarlo...

 Vabbè, mi preparo un caffè e passo a rivedere un lavoro che devo lavare, stirare e inamidare in bella forma d'italiano per chi mi sta a cuore.

lunedì 17 gennaio 2022

Il mio codirosso spazzacamino









Seduta al computer, davanti al quadro del mio piccolo panorama romano. Sul davanzale smuore una pianta di bella di giorno sfiorita oramai e stenta, giacché desidero crescere nei miei vasi solo aglio, cipolle e patate e questo, che è assai capiente, servirà tra poco (almeno spero) alla pianticella di limone che ora sonnecchia nella terra bruna in attesa del suo fresco germogliare.

Più in là, oltre il confine trasparente tra i caseggiati, ci sono i due piccoli balconi, vuoti di verde, di un albergo intitolato al Colosseo (che chiude come cancello Via dei Serpenti) e che langue nel vuoto dello strisciante lockdown (vigliaccamente mai dichiarato mentre c'è) colorato in sadico volere di tinte squillanti tra il giallo, l'arancione e il rosso. Giallo crema pasticcera è il palazzo e le ringhiere nere. Più in là, sulla sinistra, un altro palazzo alto, screpolato nel suo biancore lattiginoso e poco compatto. In alto, come una capigliatura, abbeverato dalle gronde, cresce un cespugliume disordinato di verzure che fan somigliare il palazzo a un alto albero frondoso. Lassù sul tettuccio che immagino e non vedo fanno a volte la festa i piccioni, zampettando tra le erbe e i fiori come se fossero in un prato.

D'un tratto, mentre mi perdo nelle lontananze, un frullo d'ali mi riporta alla terra. E' il mio codirosso spazzacamino! E' tornato. E lo vedo per un attimo gli occhi miei nei suoi spilli neri e poi, in gitazione di coda e d'ali, via in volo. bentornato, amichino mio!  

Un'idea scritta con le spine

 


Tornata dal Santo Rosario nella splendida chiesa di Santa Caterina a Magnanapoli, dove mi ritrovo davanti al Santissimo, in umiltà per un'intenzione mia che è tutta al calduccio nel mio cuore, leggo sul Corriere delle tenebre (è così che ho rinominato un giornale in cui, un tempo - cioè ai tempi di Baldovino - avrei dato un perù per mettere la firma e ora neanche per sogno...) che uno dei sottosegretari di questo governo (che non è mio e che si vantava di essere composto dei migliori e non commento)  ha avuto una brillante intuizione: mettere i bambini non vaccinati in scuola a distanza (con quell'acronimo feroce che suona come il nome di papà in inglese). Tanto per rendere infelici i piccoli e i piccolissimi.

Ma dai, non ci credo, un bell'apartheid per i più piccolini, tanto per mettere spine e rovi tra i genitori che non vogliono far inoculare i loro piccolini (e che Dio li benedica) e i figliolini che vorrebbero, come è loro sacrosanto diritto) andare a scuola come tutti gli altri bambini italiani. Ma che bella trovata sadica, caro sottosegretario, mi complimento davvero con lei. Ci mancava proprio... Mi fermo qui, spero che l'idea, l'ennesima cattiva idea dell'esecutivo di Pulcinella e di Belfagor, non sia tradotta in decreto legge fuorilegge e prego, prego prego senza fermarmi mai che il Signore, generoso, ci liberi da un incubo lungo oramai due anni. 

domenica 16 gennaio 2022

Tra pentole e tegami

Le bottiglie fiorite dell'acqua di Santa Caterina

Splende un bel sole d'oro nel cielo vestito d'azzurro e, di buon mattino, riprende la piccola vita che scorre mentre quella grande, costruita dall'umanità, chiacchiera, sragiona, colora di angustia la serenità del cosmo che è dono grande, per tutti, del Signore. La vita silenziosa è tutta quanta raccolta nel piccolo seme di limone che ho fatto crescere in un fazzolettino inumidito, e che ora, infilato nella terra con un lettino di coccia d'uovo, tenero, attende il suo germogliare, alzando il capino verso il Cielo dove il Signore lo chiama. E chiama tutti e me pure.

Ecco, ora, prima di scrivere un pezzo per Stilum curiae che, non so perché, vado ritardando, devo occuparmi delle faccende di casa che, nel loro quotidiano dovere, mi sorridono allegre come tante sorelline minori, chiamandomi alla buona lena: oh, non vedi che i tuoi Gesù bambini sono impolverati? E devi disfare anche quell'altro letto che è rimasto così dal giorno della partenza. E poi in cucina, bisogna sistemar la cuccuma del caffè che s'ottura per l'acqua di calcare. Usa poi il dentifricio in bagno per cancellar gli aloni di calcare. Passano i minuti mentre scrivo e penso che devo alzarmi e far come Santa Teresa D'Avila (oh quanto la amo!) che, come soleva dire, incontrava Dio "tra pentole e tegami".

Ah, prima di andare a Santa Caterina a Magnanapoli, qui il mio ultimo articolo su SC:

  https://www.marcotosatti.com/2022/01/17/bdv-sharon-tate-la-luna-stuprata-e-il-siero-genico-distopia-e-realta/


Un tennista cristiano

 


Avevo diciotto anni neppure quando, da un traballante volo dell'Air India (le hostess in sari mi parvero bellissime e lo scrissi in un piccolo diario!), atterrai all'aeroporto di Sydney per restarmene lì, a gambe in su, nel Paese di Oz, per tre mesi tre, tutte le vacanze d'estate mentre sotto la Croce del Sud era inverno e tutti a lavorare. Che cosa ricordo? Mmmm, ricordo che mi parve un posto pieno di possibilità che concedeva anche a me, italiana e senza alcun permesso, di darmi da fare, lavorare, guadagnare qualcosina e anche passare un poco di tempo visto che i nipoti di Jane (la mia "signorina" che mi ospitava in casa sua, in un bell'appartamento di Rose Bay, ah, l'odorino frizzante dell'acqua salata che mi pizzicava il naso al mattino presto...) erano tutti a scuola e io sola quasi tutto il giorno.

Feci la pasticciera, poi la baby sitter e, ogni giorno, mi inventavo qualcosa da fare e riuscivo a trovar tempo per tutto, anche per andare con Jane all'Opera House, che è bellissima, come una farfalla bianca posata sul mare. Ricordo le persone, semplici, con un cuore grande, forse un poco verdi per me che ero europea e avevo già letto (come si faceva allora) i classici. Ricordo una gita di due giorni nelle Blue Mountains dove ebbi la ventura di trovarmi naso a naso con due "boxing kangaroos" e ringrazio Judge Bell per avermi portato "Platypus watching" anche se ornitorinchi non ne abbiamo visti...

Ma tant'è. Imparai a fare la Pavlova (che pure è neozelandese) e la cheese cake e ad amare il "garlic bread". E qui la finisco con i ricordi e mi sveglio all'oggi e non riconosco nella ferocia di oggi la stupenda terra dei koala. Ma come è possibile che abbiano buttato fuori a calci nel sedere un tennista, Novak Djokovic solo perché non vaccinato? Ma non scherziamo, suvvia! Ora mi sveglio, è solo un brutto sogno. Invece no. In fondo in Australia hanno tenuto in prigione un anno di fila un cardinale dolce come Pell, un vero Pastore, un uomo di Dio... E allora sapete che cosa dico Onore al tennista serbo che ha dichiarato: "Prima che tennista sono un cristiano ortodosso". Australia mia che delusione grande! Che fine ha fatto la tua anima schietta? E poiché la nostra è una battaglia spirituale, fatta sotto il manto azzurro di Maria, guidata dall'Arcangelo Michele, ecco una bella musica di sottofondo per l'ola a Novak: https://www.youtube.com/watch?v=Z4CT-tVnKUg

sabato 15 gennaio 2022

Un cappuccino al bar

Un sorriso e una din-doll

Gironzolo sui siti dei giornali che, nei mesi scorsi, ho chiamato "Corriere delle tenebre", "Messaggero di sventura" e così via e scopro, da un giorno all'altro, che il vento è girato. Ma quanta miseria tra i miei colleghi che subito cambian casacca e bussola... Vabbè, prego per loro come ho sempre fatto.

Dunque, mmmmmm, la psicopandemia da covid è scesa al numero dieci e passa tra le notizie e trattata come si considera, che ne so, la storia di un gatto che ha morso un cagnolino. Cifre poche e niente bollettino, mmmm. Oh come mai, che cosa è successo? Io qualche idea ce l'ho (e non è un'idea mia, ma viene da Lassù), ma la tengo cucita al cuore e magari la scriverò, più avanti, per Stilum curiae, che tanto amo per esser stato sito acceso di libertà nel Signore (l'unica possibile) e faro e lume nella notte nera e senza stelle di questi anni di orrida tirannide nel fiato di Malefica. San Michele,  il grande generale delle Milizie celesti, nella sua lucente armatura, è sceso - io lo so - nella nostra miseria e dona la speranza!

L'avviso di sfratto è stato spedito, secondo me, dal tar del Lazio, che ha invitato a medici a smetterla di comportarsi da vaccinisti spietati e a rifare daccapo il giuramento di Ippocrate. Ovverosia di impegnarsi nelle cure. Era tanto difficile da capire? Il tetro mantra del ministero della Salute: tachipirina e vigile attesa, mancava del genitivo. Vigile attesa, ed ecco il genitivo nascosto, della morte (come cattivo, nasconde il genitivo, che è del diavolo, cioè in latino captivus diaboli, prigioniero del diavolo...). Il diavolo, si sa, fa finta di non esistere e gli uomini ci cascano a piedi pari.

 Ma avanti, coraggio, oggi è domenica, una fresca giornata che è tutta, rotonda, del Signore che da lassù conta anche i nostri capelli e ci chiama da lontano. E a me da vicino, da molto vicino. E, dunque, via, cominciamo la giornata. Una buona colazione, anche se ci è precluso il bar, una lavatina, indossate i bei vestiti, profumatevi il capo in allegria perché la Mezzanotte è oramai trascorsa, suonano l'alleluya e il gloria celesti e presto, dai, potremo anche prenderci il cappuccino al bar!

Rose d'inverno (con le spine)

 

Le belle rose di Santa Rita

Poiché, questa mattina, dovevo restituire a una vicina di casa (che mi aveva regalato un bel piatto di fagioli e cotiche) tegame e coperchio del trasporto, quando si è fatta un'ora di luce, visto che io m'alzo quando la notte è ancora avvolta nel suo tabarro di stelle, salgo al piano tal dei tali dove m'apre la porta lei, la mia conoscente, con su una mascherina che pare un monatto. Oddio, mi dico, ma perché ora porta la mscheretta e quando eravamo in pieno lockdown, l'anno passato, ci vedevamo a viso nudo? Vabbè, sono domande oramai che costan anni di galera (o perlomeno una discussione e occhi al cielo) sicché quando mi domanda se desidero un caffè, beh, declino l'invito perché non mi va di berlo con una persona che mi vede come un pericolo e un  nemico. Il caffè è un piacere, una gioia fumante, un dolce tu per tu, sicché no grazie, sorrido, e scendo a casa mia.

Ma mentre scendo, e scendo un rigo più sotto proprio qui, mi chiedo dove mai ci condurranno ancora queste regole a ricatto, come pistole cariche puntate alla tempia. O fai questo o non lavori. O fai quello o non puoi prendere l'autobus, O ti metti l'orrido bavaglio o resti tappato in casa: Oggi voglion inocularci il vaccino. E domani? Magari toglierci un occhio per darlo a chi ne ha bisogno? Oppure tagliarci i capelli a zero per far parrucche per i calvi. Oppure ancora cedere la macchina, la casa, i figli, la felicità. O la vita tutt'intera. Con questi tristi pensieri me ne sono tornata giù, ho aperto la porta, e mi ha avvolto il caldo profumo della bondiola che mio marito aveva cucinato per noi e i pensieri, come mosche cocchiere, sciò, sciò via, aria ai monti, come diceva la mia nonna cara, nonna Lisetta, tutte tornate al loro triste signore, che è mio arcinemico.

Buona serata a tutti, senza mosche e con le rose profumate di Santa Rita! 

venerdì 14 gennaio 2022

Corro a cucinare

bennibag fiore rosa

Il Cardinale Zen ha compiuto novanta anni e io, dal mio piccolo blog, mi unisco agli auguri che di certo gli saranno venuti da ogni dove, essendo lui un uomo del Signore, strenuo difensore della Verità e vero Pastore in questi tempi di tenebre dove i lupi, per coprir fauci (Fauci) e pelacci, prendono le lane degli agnelli...
  

E avanti, nel freddo di gennaio che morde come sempre, nonostante le gretinate e gli spauracchi del velo spesso di lana cotta che han deciso di stendere sulla Verità. Fa niente. La Vita, la vera vita, che è quieta, serena, fatta di vita e di morte (anch'essa serena) continua a scorrere, nonostante le menzogne, le fole, le assurdità sbandierate da giornalisti, virologi e ogni tipo di vocio umano. Ieri, ad esempio, ero al Parco Aldobrandini con un certo giovane, che ha problemi a tradurre il latino, e mentre parlavamo del Dio Quirino (degli antichi romani) e di chi c'è in testa alla Colonna Traiana (per capire il filo rosso che passa dal pontifex  maximus ai Pontefici romani) ho visto negli occhi del ragazzo il lampo della vita vera che s'accendeva d'interesse e il suo desiderio di ritrovar le radici per camminar diritto in questo mondo storto. E si è tolto, senza accorgersene, così naturalmente come bere un sorso d'acqua alla fontanella del lupo, la mascherina. Dio sia benedetto! Corro a cucinare...



Sognando la Sardegna

Sognando la Sardegna...





Sento tutt'intorno a me degli strani scricchiolii, come di mobili rosi da tanti tarli che stanno per crollare in polvere, sento, nel mondo falso dallo story telling psicopandemico, che la verità, sotto al manto azzurro di Maria, sta lacerando il maxi schermo delle menzogne. Sento, sento che le bugie, in un gran falò, arderanno come paglia secca e che finalmente potremo respirare liberi, senza le odiose mascherine, nella semplicità del mondo che cammina diritto, nonostante i titoloni dei giornali, le prosopopee di giornalisti ai trenta denari, medici buriani e altra trista umanità al soldo a peso. Sospiro, respiro e avanti, mentre dalla finestra aperta entra un mulinello d'aria pulita, fresca di gennaio che somiglia tanto allo Spirito Santo. Il venticello mio sardo...

Ed ecco qui, tutt'intorno a me, parenti e amici, vaccinati con non so più quante dosi, positivi e chiusi in casa, in attesa di un tampone negativo che chissà quando arriverà. per ora, via, grimpas sospeso, nel sadico procedere dello stato puzzone. Ovvia, ma siamo oltre il comprensibile, nella regione di Pulcinella, lì dove Astolfo, va a cercare il senno perduto del prode Orlando? E non stupisce se una giornalista molto politicamente corretta, commentando non so qual latinorum di un professorone (non canterino) e che ha deluso la signora Mara Venier, e anche lei, dichiara e sembra un gattino bagnato e non l'audace e procace femminista che spopolava nei talk show con eloquio inneggiante al politicamente corretto: "Ma allora - un balbettio quasi - avevano ragione i complottisti!". Ma, carina, sei tu che li chiami complottisti. E a occhi chiusi ti sei fidata di tutto quel che han detto (e tutto e il contrario di tutto nel giro di  un giorno, due, tre al massimo...) coloro che scrivono la storia come piace e pare a loro, infischiandosene dei fatti avversi, delle contraddizioni, del dubbio lecito ed esemplare, sgomitando e buttando d'un canto la Verità. Che però non muore mai e pur negletta, crocifissa, posta in un angolino bagnato e demonizzata, trattata come poltiglia verde, purtroppo per i bugiardi (che sono molti su questa terra) non muore mai...

Il mio orto piccolino sul davanzale. Radicchio, aglio, carote e cipolle...

 
 

martedì 11 gennaio 2022

Un giorno lontano in Albania


 Ho conosciuto David Sassoli durante un viaggio di un giorno in Albania. Il mio primo viaggio da inviata. Lui era un bel ragazzo biondo, allegro, tutto battute, scriveva allora per "Il Giorno" (che io non avevo letto mai). Io appena assunta, in qualità di pubblicista part time, al Gazzettino, inesperta quanto basta e alle prime armi. Andammo al seguito del sottosegretario Vitalone per consegnare non so quanta farina agli albanesi che erano appena usciti dalla dittatura comunista.

Ricordo la visita alla stazione di Durazzo e, nella polvere di farina bianca che volava nell'aria, creando un'atmosfera da finta nevicata e come di crepuscolo dell'umanità o di girone dantesco, andavano e venivano i portatori con i sacchi sulle spalle. Una desolata umanità in cammino... David cominciò così il suo pezzo davvero bello (scriveva benissimo!), che mi fece leggere quando, al ritorno, sedemmo vicini in aereo. Una citazione,  mi pare, di Cesare Pavese ("Lavorare stanca") e di certo parole calzanti, che me lo fecero ricordare fino a oggi. Mi aiutò a scrivere il pezzo mio, dandomi degli ottimi consigli (avevamo notato, entrambi, che su un bel viale, gli alberi erano stati tagliati a monconi per far legna e scaldarsi (ci spiegò una guida). Ricordo anche, e mi colpì, che nei campi c'erano donne e bambini col bestiame e nei bar tutti gli uomini a fumare, a bere e a chiacchierare. Conobbi anche un giovane albanese che parlava italiano e che protestava davanti all'università...

Ecco, all'arrivo a Ciampino, ci salutammo, David  e io, per non vederci mai più. Lui, in ascesa, prima al Tg1 poi in Europa, io, nel nulla sulla terra, verso il Signore che ancora oggi mi conduce e sempre mi condurtrà. Prego per te, David!