Ricordo: era un pomeriggio ed
ero in redazione al numero tal dei tali di Piazza San Silvestro, in un bianco
palazzo di re che apriva la bocca sul Corso; gli occhi miei andavano e venivano
dallo schermo del mio computer al campanile, in quadro nella finestra lucente,
della Chiesa di San Silvestro in capite. La torre color crete di Siena danzava
le sue piroette, mostrando un girotondo di cotti oltremare…
Io ero tornata or ora da una
conferenza stampa, una delle tante, tantissime che mi han ospitato, e mi
apprestavo a scrivere il mio pezzo, né bello né brutto, chiedo misericordia, un
articolo che il giorno dopo nel suo bel giornale, a Mezzogiorno, si sarebbe
potuto appallottolare per passarlo sui vetri o, come diceva il mio caporedattore, per
incartarci il pesce… Scrivo e poi, via, un giro su internet. E il mio pezzo,
bè, non proprio il mio, ma più o meno, con la messa in piega un po’ storta o i
capelli corti o ritinti, è già lì, notizie e pettegolezzi, tutto in uno. Capii
allora che un’epoca era finita. E quando la redazione romana mia chiuse
lasciandomi a piedi non mi sorpresi poi tanto. Proprio oggi è tornato in me
prepotente quel giorno di verità. Ero uscita, sotto un cielo percorso da
velieri di nubi, per andare – beata – a godermi la mostra aperta alla
Biblioteca nazionale, su Elsa Morante
(che amo e che mi è sorella). Cammina, cammina, la pioggia comincia a
cadere. Sono lì. C’è Elsa nei libri che ha scritto e in quelli abbozzati; Elsa
in tante foto, con l’ovale di bisquit, le labbra sottili. Elsa nelle lettere e
nelle poesie. C’è la sua macchina da scrivere, in trono, e un quadro (bruttino)
di Bill Morrow (che la fece tanto soffrire…). Elsa nelle stelle e nei gatti. Ci
sono dei racconti dattiloscritti che, nelle teche di vetro, si fermano a pagina
uno… Torno a casa, piena di appunti, con il sogno di leggere i racconti
iniziati, china sul vetro. Picchio sui tasti del mio computerino. Ed ecco, nel
sito “Le stanze di Elsa”, “La casa dei Sette bambini” e “Il mondo Marte è
cascato”. C’è tutto, c’è molto molto di più… Ma i quaderni di Elsa piccina, con
su le pupe coi fiocchi nei capelli e i gatti e le stelle, io li ho visti
davvero e mi consolo così e se non avessi smesso di scrivere articoli non
sarebbe nato questo blog piccolino, di stelle e di gatti anche lui…

:) ....Sei tu quella stupenda ragazzina assorta nella lettura? Elsa Morante è felice di avere un'ammiratrice come te, ne sono certa
RispondiEliminaRita
......Quella stupenda ragazzina è Elsa Morante....io avevo in mente immagini più attempate (scusa la mia ignoranza)
RispondiEliminaUn abbraccio Rita