| Piccola, chissà dove sei... |
Di notte, sotto la luna che splende come una bella moneta in
cielo, la primavera, danzando sulle punte nelle sue belle scarpette rosa, ha
seminato i celesti nontiscordardime nei piccoli prati cittadini. Io li ho
visti, teneri, azzurri, punteggiare una aiuola piccina che è rotonda in una
trafficata strada alle spalle della Piramide. Li ho visti , tremuli, timidi, forti, essi mi
hanno chiamato nel mistero loro che è anche il mio. Li ho visti e nessuno li
vedeva, tutti presi dalle cure quotidiane. La vita silente, la vera vita, nel
fiume che trascorre e che ci trascorre è silente, non urla, non fa notizia come
i vestiti della Hunziker a San Remo. Essa, più forte di ogni umana forza,
divina com’è nella verità che la radica e che l’anima, sempre uguale risplende
per chi ha gli occhi dell’anima aperti, per chi sa guardare oltre ciò che
appare e in quell’incanto di pietra costruire la sua vita.
A tutto questo pensavo mentre, accompagnando una persona
anziana che mi è cara, andavo a fare la spesa in un certo supermercato che,
appunto, è una Conad e si trova alle spalle della Piramide Cestia. Pensavo ai
piccoli fiori color cielo mentre, con la mia amica, caricavo questo e quello
nel carrello che si riempiva piano piano al trabocco. Lei non la finiva di
parlare e commentava ogni prodotto come stanca del silenzio suo quotidiano. Io,
a ogni sua frase, annuivo, tutta quanta nei miei pensieri di prima. E Mentre il
colloquio durava fatica a partire e il carrello si riempiva, come la mia anima
delle sue parole, ecco il pensiero mio volare a un amico che quando chiama sua
madre, che per ogni parola ne usa una quindicina di superflue e tutte in più
con riporto di tre, mette in viva voce il cellulare, si fa i casi suoi e ogni
tanto, tra le frasi di lei, interpone un “certo”, un “senz’altro”, una cosa così
per farla contenta e contenere come il carrello i prodotti, la sua angoscia di
fronte al mistero… Sì, quante parole inutili.
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