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domenica 25 febbraio 2018

Estate a Cala Girgolu

Io, bambina, passavo le vacanze estive - tre lunghi mesi di vento e spuma di mare – a Cala Girgolu, la cala dei gigli bianchi che nascevano (e crescono ancora), poggiati come nel miracolo della vita nascente, sul retro spiaggia. Erano lunghi giorni, i miei (e anche quelli di tuti i fratelli) senza televisione né telefono, in una solitudine beata, d’anima accesa, nel nulla che diventava tutto, ogni ora un lume, ogni minuto salso, il mio piccolo paradiso. Leggevo molto e  nei libri che mi accompagnavano (“Marigold la bimba dal cuore esultante”, di Lucy Maud Montgomery, soprattutto) trovavo un pezzettino di me raccontato da altri. Crescendo è questo che ho sempre cercato – e trovato – nei libri, molti, di scrittrici che sono state e sono mie sorelle d’anima. Io, tutto il giorno sulla spiaggia; non così la mia amica del cuore di allora, Silvia, che, abitava a due passi da casa mia, in una bomboniera bianca, circondata dai rovi della macchia mediterranea.
Lei, no. Lei – quanto la invidiavo, allora – ogni tanto mi salutava e partiva. Per una settimana, a Pievepelago in non so quale centro estivo dove indossava un magnifico cappellino rosso a becco di papero e dormiva in camerate lunghe così. La vedevo, come fosse madeleine, in un lettino bianco, al risveglio, tra tante amiche… Non era affatto così, ma lei non me lo diceva…

Poi, con i suoi genitori, partiva per l’Africa o per la Grecia. “Vado in Tunisia…”, mi diceva, come levitando e lasciandomi con un palmo di naso. E io che neppure sapevo dove fosse questa Tunisia, sospiravo disegnandomi un quadretto perfetto di armonia e bellezza chiamato, appunto, Tunisia. Il quadretto mio si fece realtà quando la Silvia, tornata dalla Tunisia, mi portò in regalo una rosa del deserto. Era bella, quella rosa, che pure non era una rosa, bella nel suo color caramello, in onde di petali di sabbia fermate dalla cola invisibile del tempo. La ebbi per anni e poi chissà. Ma qualche giorno fa, in un negozietto proprio a capo di Via del Boschetto, un buchetto che vende libri e cianfrusaglie ne ho vista una, di rosa del deserto, in vetrina: un piccolo dono dalla mia Tunisia immaginaria…

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