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martedì 13 febbraio 2018

A San Carlino

Io, da piccola...


Attraversata la Via Nazionale dove sfrecciano le auto lì dove prima verdeggiava, in serena bellezza. la magnifica Villa Ludovisi (che incantò anche Matilde Serao, venuta da Napoli a Roma), percorro a passo svelto i giardini di Sant’Andrea, dove mio figlio e tanti altri figli sono cresciuti, tra il gran roccione con il suo bel canale tutto intorno, la fontanella zampillante e la colonia di gatti su in cima (che ora non c’è più). Eccomi al crocicchio delle Quattro Fontane dove comincia la via Sistina intitolata al grande Papa francescano Sisto V, che disegnò a modo suo la Roma sua che è poi diventata nostra. Spicca tra le quattro fontane quella di Sisto: mollemente riposa in dolce crepuscolo una morbida fanciulla, in mano delle pere, le pere che sono il simbolo del Pontefice che di cognome faceva Peretti…
E prima di proseguire per dove devo andare mi fermo nella bella chiesina di San Carlino al Quirinale che è un capolavoro vero del Borromini e dove io mi fermo, appena posso, per pregare in una certa cappella il cui profondo, per me, significato, tengo cucito al cuore. E dunque eccomi lì, da sola a sola con chi so io e nella gioia tutta quanta ritrovata del cuore che si immerge nella verità. Eccomi, ma che cos’è questo vociare scomposto? Parlano, gruppi e persone, come fossero al mercato o in un salotto. Parlano, incuranti, nella sciatteria che oramai percorre la Chiesa e che mi fa soffrire. Parlano, ridono, scherzano. Alcuni, li vedo di sguincio dal mio rifugio pestano sul cellulare, come sospesi in un mondo che non è neppure il mondo. Ad alcuni ho chiesto, per piacere, un poco di silenzio, e questi, oramai perduti nella svagata inconsapevolezza, mi hanno domandato scusa. A me? Ma non è a me che devono chiedere scusa… Ma loro che cosa ne sanno. E trinitari (perché la Chiesa è casa dei trinitari, fondati da San Giovanni de Matha che presentò Francesco, San Francesco, a Innocenzo III…)? Quello a cui chiedo lumi, mi risponde che bisogna inginocchiarsi all’architettura. Sospiro e in una frase che mi ripeto nel silenzio del cuore, riprendo la mia strada.  


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