La domenica delle Prime
comunioni, in boccio di primavera, era festa grande all’Istituto Mater Dei;
noialtre, come piccole spose, vestite di organza e tulle, con una cuffietta, ornata di fioretti bianchi tutt'attorno all'ovale del viso e che finiva, scendendo sulle spalle, in forma di
dolce velo, inghiottendo i capelli nostri biondi, noialtre (dicevo) svolazzavamo nel cortile, per l'occasione vuoto di
motorini. Aspettavamo che la Cappella del Buon Pastore, nella
sua affettuosa oscurità, si riempisse di mamme e papà, cugini e nonni, tutti
trepidanti, stirati nell’eleganza di quei tempi lì, per il grande momento in
cui, nel dono grande della fede, avremmo anche noi bambine partecipato alla
mensa eucaristica. Noi, inconsapevoli, festanti, in tripudio, giocavamo tra di
noi, inseguendo i nostri personali sogni di ragazzine, tremanti per qualcosa che non capivamo punto, ma che ci faceva sorridere d'importanza tra tutti quei grandi accesi di aspettativa. Niente, pensavo allora (lo ricordo!), sarebbe
mai cambiato nella quotidianità rotonda di quegli antichi riti all'Istituto Mater Dei…
Io, di quel mio primo
giorno in nuova, immacolata meraviglia, ricordo solo la gioia grande di
indossare il vestito bianco (che ereditavo da mia sorella) e le scarpette
candide con il loro bel bottoncino sul fianco, che tanto mi piacevano. E poi la
cioccolata calda con i cornetti alla crema che mangiammo in una delle tante
sale vuote del Palazzo color ocra alto su San Sebastianello.
In cortile, più tardi, con il sole già alto e i borborigmi della fame in pancia, si celebrò il rituale della foto ricordo. Fummo sistemate, in ordine di altezza o secondo criteri che non conoscevo, su pedane degradanti, in due file. In mezzo a noi, vestito di nero, con una gran sciarpa viola intorno alla vita e l’unico maschio seduto all’indiana ai piedi, c'era il Vescovo che era bonario e rotondo come un bel panino fresco. Al momento di scattare l’immagine, una soltanto di noi, si girò di profilo, una soltanto e vi invito a indovinare chi fu. Quella foto è stata pubblicata nel “Centenary Souvenir” del Mater Dei (1886-1986) e il mio naso, che piccolo non è, sembra fare un bucolino nella carta e salutare gli angeli…
In cortile, più tardi, con il sole già alto e i borborigmi della fame in pancia, si celebrò il rituale della foto ricordo. Fummo sistemate, in ordine di altezza o secondo criteri che non conoscevo, su pedane degradanti, in due file. In mezzo a noi, vestito di nero, con una gran sciarpa viola intorno alla vita e l’unico maschio seduto all’indiana ai piedi, c'era il Vescovo che era bonario e rotondo come un bel panino fresco. Al momento di scattare l’immagine, una soltanto di noi, si girò di profilo, una soltanto e vi invito a indovinare chi fu. Quella foto è stata pubblicata nel “Centenary Souvenir” del Mater Dei (1886-1986) e il mio naso, che piccolo non è, sembra fare un bucolino nella carta e salutare gli angeli…
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