Ieri pomeriggio per
ragioni allegre che non sto qui a raccontare perché sono del mio cuore mi
trovavo, sola soletta, in Piazza della Repubblica in attesa e davanti alla meravigliosa
basilica di Santa Maria degli Angeli, progettata da Michelangelo, sulle terme
di Diocleziano; no, non ho resistito e sono entrata a farmi un giro di grazia
in tanto splendore. Dopo la preghiera che accompagna i miei giorni chiari,
nella pace del cuore, eccomi a gironzolare in lungo e in largo nella pancia
della grande chiesa di Maria e degli Arcangeli. Mi sorprendono, per la
dimensione, le grandi pale che se ne stanno appese alle pareti e mi è
difficile, a naso in su, riconoscere e capire le scene sacre. La testa si
rovescia all’indietro, gli occhi si appannano
Così, eccomi, in
sacrestia dove è allestita una mostra, tutta piantine e planimetrie della
basilica. Da lì a uscire è un passo e il cielo mi schiaccia un occhiolino, due
passi e oh che cosa è mai questa statua? Chi è questo colosso? Mi giro, di qua
e di là, e sulla parete noto un lenzuolo, diciamo così, di spiegazione. Si
tratta di una statua bronzea di Galileo Galilei, progettata da un cinese, Tsung Dao Lee, che è stato anche premio Nobel per la Fisica. Certo,
Galileo, oltreché scienziato, era e rimase un uomo di fede, ma, mi chiedo, in
profusione di rispetto e di umiltà, era proprio necessario questo “dono”? E non
occorre certo che aggiunga altro perché, nel proseguire il mio divin giro, mi
trovo, a scorno, proprio lì dove si distende la bella Meridiana (che si accende
di luce nel giorno del solstizio d’inverno) di fronte a una macchinaccia, a
pendolo, di cui, in sancta sanctorum, si racconta del funzionamento sulle
pareti della Chiesa. Peccato che proprio al lato di tale manufatto (con gran
rispetto del Galilei che non lo avrebbe mai messo, dico io, in una Chiesa…) c’è
una tela grande e grossa che attrae il mio sguardo per veder piovere dal cielo
un uomo avvinghiato a un demonio nero. Per sapere chi lo ha dipinto (Pompeo
Batoni) e che cosa rappresenta (la caduta di Simon Mago che voleva vendere lo
Spirito Santo…) mi tocca star qui, adesso, a pesticchiare sul tastiera in gioia
di visione e d’angeli e, via, con una riverenza, a tutti auguro una felice giornata.

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