Amiche ne ho avute
molte, nel mio pellegrinaggio quaggiù. Alcune, ancora adesso mi sono care e
care le loro figlie, altre non le vedo più e, solo per incidente so che sono vive,
che si sono separate, che vivono qui e lì, in giro per il vasto mondo. O forse
solo a Roma, magari vicino a casa mia, in Piazza Navona, in una via che amo per
il nome sacro che porta, ma non le ho mai incontrate e siccome io i social non
li uso (per non saperli usare) non ne incontro mai, di amiche, dico, in questo
mondo che non è il mio primo né il secondo mondo e che mondo non è.
Di alcune immagino la
vita perché è rimasta sempre quella, nel su e giù loro consueto e settimanale,
nel quale ho vissuto, a tratti, e a tratti no. Così è come se le vedessi, con i
libri loro sottobraccio, dalle parti di Piazza della Pilotta o al Vaticano Di
altre mi sfugge tutto, e nell’inconsistenza loro, le immagino ancora come erano
allora, quando, insieme, gomito a gomito, lavoravamo, per dire alla Rai o al
Gazzettino. Ne ho anche di nuove, di amiche, e uso con loro le forme di
comunicazione che sono moderne e svelte in agile pestar di tasti. Altre,
antiche, le rivedo per caso, magari proprio a Cala Girgolu, sulla spiaggia, e
allora è come se il tempo, sospeso, facesse una giravolta all’indietro e sono
di nuovo bambina e lei pure.
Siamo, lei e io, tali e
quali ad allora, anzi siamo proprio noi bambine. Sono in casa, nella
mattina fresca con il vento ancora indeciso se soffiar costì o colì; sono in
veranda, e dalla selva di mirti e corbezzoli che esplode a mano manca ecco che arriva
lei, l’amica mia del cuore, vestita, anche se è estate e fa un gran caldo, come
d’autunno. A mia madre dà del tu (oh meraviglia!) ed elenca le mirabolanti
avventure in cui mi vuole con sé quel
giorno: al mercatino di Olbia, poi a saltar le onde a Lu Impostu, a cercar funghi all'ombra del Monte Nieddu. Io, sì, sì io, proprio io! Lo sguardo mio implorante, gli occhi di mia madre
severi: “No, Ester va giù sulla spiaggia!”. Così si concluse la mia avventura, pellegrina, mai vagabonda e ora
che ci penso fu meglio, molto meglio così…

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