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domenica 29 ottobre 2017

Perduta nell'Eternità

Con i frutti della terra---
In questo mondo moderno a gambe all’aria, in cui si celebra una profana messa domenicale all’Esselunga, in cui chi dovrebbe guidare, privo com’è di fortezza, segue e compiace la gente, disperdendola per strade di pericoli e sassi appuntiti, invece di fornirle il buon consiglio e il viatico per il lungo andare; insomma in questo mondo bislacco, vestito d'arlecchino, in cui per essere ministri non serve la laurea mentre per diventare bidelli quasi sì, io mi trovo come un ciottolo di fiume carsico perduto nella rena bianca di una spiaggia tropicale. Nel perdono, amo i fratelli che pure non capisco o che capisco fin troppo bene per conoscere gli ingredienti delle reazioni loro che li fanno uomini e persone. Nella gioia, mi immergo nella vera vita mia che non si vede e che è, per me, più vera anche di quella che si vede. E in quel tutt’uno mi perdo e mi confondo fino a non ritrovare più i contorni della mia persona, perduta come sono nell’Eternità.

Eppure i due mondi, uno rumoroso l’altro silente, allacciati, quasi camminano insieme e in questo trovo quello e in quello questo. Qualche giorno fa, ad esempio, sono andata a casa di un’amica che mi ha regalato una montagna di belle cose che lei non usa più e tante grazie e chiacchiere generose e poi, all’ultimo, mi ha prestato un libro che ancora doveva leggere e che ho accettato con un bel sorriso. Il titolo è “La Forza del Silenzio”, l’autore è un Cardinale africano, Robert Sarah, che è prefetto della Congregazione per il culto divino. La prefazione al libro l’ha scritta il Papa Emerito, Benedetto XVI, e già da subito, eccomi nel fiume della vita vera, accompagnata per mano da un uomo di Dio, che conosce tutti i sentieri più nascosti (che sono semplici però!) della spiritualità. Lo leggo piano piano, nel silenzio mio d’oro, quando stanca del mondo, tiro le reti in barca, con tanti bei pescetti d’argento che sono dono di felicità. Lo leggo, con la gioia nel cuore, perché le parole, una via l’altra, si inseguono ridenti conducendo me (e ogni lettore) al centro della verità. Lo leggo e cresce in me la speranza che è virtù teologale, nel giorno che verrà, quando, girato il vento, i piedi  nudi torneranno a toccar terra e i cuori in alto, in ricamo di cielo…

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