Pagine

martedì 24 ottobre 2017

Maria Antonietta alla Sapienza

Anatre a Bayreuth...
Arrivata, fresca di Istituto Mater Dei, all’università la Sapienza di Roma, mi trovai in un mondo nuovo, che non conoscevo punto. A quei tempi eravamo noi studenti a scrivere il nostro personale piano di studio. Alcuni esami, certo, erano obbligatori: due annualità di letteratura italiana (io le passai con un tale professor Fasano che era grande e grosso e pareva Bobo di Staino),  una di latino e non so più che cos’altro. Non mi spaventò punto quella libertà che al Mater Dei non avevo conosciuta mai. Al contrario, in un baleno, scrissi gli esami extra che volevo dare. Glottologia, ad esempio, con il professor Cardona del quale mi ero invaghita un pomeriggio a casa della professoressa Stegagno Picchio con la quale mi sono laureata. Di quel pomeriggio, passato a sistemare i libri, alta sulla scala che lei, la Stegagno, teneva ferma per me, ricordo soltanto la barba e le mani del professore che ci guardava, commentando i libri che noialtre riponevamo in questo o quello scaffale. L’esame, che pure mi ero riproposta di dare, non lo diedi mai e mai frequentai le sue lezioni, travolta da altri sentieri della vita (fu in quei giorni, infatti, che conobbi Nanni, ma questa è un’altra storia…).

La libertà del vagabondaggio da un esame all’altro, la ricordo bene ma il mio pellegrinaggio nel mondo, nell’ordine che è stato sempre ingrediente primo mio, come acqua, lievito e farina per il pane, rispuntò bello forte e vivo e rotondo un giorno che l’università era occupata e che un picchetto di studenti di sinistra (allora esisteva ancora il Pci) impedivano a noialtri l’ingresso in facoltà. Senza paura, affrontai un barbuto (che non era niente affatto bello come il professor Cardona…) in eskimo verde militare. “Non si entra”, mi disse lui. E io: “Tu forse, ma io sì”. E semplicemente entrai. Lui, sbigottito, mi seguì con lo sguardo, mentre lentamente salivo le scale di Lettere e Filosofia come salendo sul patibolo: Maria Antonietta alla Sapienza

Nessun commento:

Posta un commento