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martedì 31 ottobre 2017

La musica del cuore

le bambole di Angelica
In fondo al corridoio che porta alle camere da letto, al piano secondo della Villa Bianca dove sono nata e cresciuta, c’è un posticino, affacciato sul verde, baciato dall’oro del tramonto che mia madre ha scelto quale angolo suo di scrivania. Nel tavolino vecchio, venuto anche lui da San Giuliano, c’è raccolta in cassettini la vita sua che le appartiene tutta, in segreto di noi figli; la sedia, o meglio la poltroncina, anche lei friulana, è imbottita sul sedile e sullo schienale con una stoffa damascata in rosa pallido. E lì che siede lei, mia madre, ancora adesso che conta molte primavere, a scrivere lettere e le sue poesie (che mi recita quando la vado a trovare). E sulla parete che la guarda diritto in faccia c’è un ritratto misterioso in dagherrotipo ottocentesco. Vi sorride, in splendore di giovinezza e d’ordine, una fanciulla in fiore, vestita di crinoline, con i bei boccoli biondi sciolti sulle spalle diritte, della quale solo da poco ho saputo nel dettaglio la vita.

Insomma quella bella delle belle era una delle sorelle di mia nonna, di nome Angelica, la quale a diciott’anni se ne volò in cielo colpita dalla malattia di quel secolo lì che era la tubercolosi. Il padre di lei, e quindi il mio bisnonno, perduta la figliola, fece un pacco solo delle terre e dei poderi che aveva a Tiezzo e non volle più abitare la casa dove respirava il ricordo dell’Angelica. E siccome poi la figliola suonava il pianoforte come un angelo, proibì alle altre figliole, e quindi anche a mia nonna, di fare musica, pestando sui tasti bianchi e neri del pianoforte. Il silenzio abitò la nuova casa. E ancora mi domando come fece uno dei fratelli di mia nonna, visto il divieto, a suonare così bene il piano, senza aver studiato punto e niente. Veniva in camera mia, Francesco già in luna calante, e si accomodava al piano mio mozzo e dalle sue dita in ginnastica le note del cielo. Nel silenzio della musica del cuore… 

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