Pagine

domenica 15 ottobre 2017

Due km dal Circo Massimo

Proprio in questi giorni, per anni e anni, il Rione Monti, profumato di tradizione romanesca, festeggiava in piazza una bella e ricca “Ottobrata Romana”, perché, si sa, a Roma ottobre è un mese di sole d’oro e di ponentino alpestre e starsene all’aperto, eh sì, era (ed è) una grazia e una gioia. Ci si ritrovava con i vecchi e i nuovi abitanti così diversi tra loro ma che, nelle radici vecchie e nuove, si davano la mano, nella piazzetta della Madonna dei Monti, sotto alla bella fontana dei Catecumeni ricca d’acqua e di vita (che oggi piange incrostata di licheni), a mangiare pane e porchetta, con un bicchiere di vino in mano. In allegria ritrovata. Le botteghe erano aperte e ognuno offriva quello che voleva per stare tutti assieme in aria di stornello.
Ma da qualche anno a questa parte, cioè dai tempi di Ignazio Marino (che tanto diversi da quelli di Virginia Raggi non sono), a causa della burocrazia che divora l’anima nostra, la festa romana tanto cara a chi abita il Rione, non si fa più. Troppi legacci, troppe scartoffie, troppi burrò. Gli organizzatori, sopraffatti, hanno lasciato correre e hanno chiuso baracca e burattini. Così, dal 2016, non si vive più la festa, non ci sono più gli spettacoli in piazza e noialtri monticiani, desolati, se vogliamo festeggiare il nostro Rione – e la nostra Roma - dobbiamo andare sull’Appia antica dove, come facevamo noi, si canta, si ride, si mangia e si balla. Ci sarà tanto da fare e da vedere a "2 chilometri dal Circo Massimo  e 1 chilometro da San Giovanni". Certo, accipicchia, bellissimo. E gli organizzatori sono quelli dell'Associazione culturale Rione Monti. Tu guarda! Ma non si poteva fare qui, nel cuore di Roma la festa romana, riaccender l'ottobrata lì dove è nata  si è fatta ragazza? Mi dico e giro la domanda alla signora sindaca...
In attesa di risposta, bisogna prendere la macchina e andare in un posto che porta un nome forestiero e cioè “Roma village”, un nome che di Roma non ha che il gusto insipido dell’americanità. Ma il cuore mio ha un sobbalzo quando, nello scorrere la locandina, leggo che il parcheggio consigliato è quello del ristorante "Ar Montarozzo"... Un sospiro di sollievo in ave Cesare, tra gli stornelli, buona ottobrata a tutti!

Nessun commento:

Posta un commento