Oh come è difficile,
oggigiorno, educare un figliolo in un mondo dove il Papa lascia, col sorriso,
la Croce, dove i candidati, vestiti alla maniera di Giamburrasca, s’inventano i
titoli di studio, dove se guardi la televisione, mettiamo per dieci minuti,
tanto per sgranchir la mente, finisci per fare il pieno di cadaveri (io ne ho
contati, una mattina, sette e tanto sangue…), dove il capitano di un naufragio
potrebbe diventare un’icona buona per attirar turisti nel Belpaese! Ohimè, come
è difficile, davvero, tirar su i figlioli in questo mondo qui, dove mi pare che
gli asini volino davvero o suonino il pianoforte, o, peggio ancora, siedano a
Palazzo Chigi, come nelle favole, come nei sogni o forse negli incubi! Pensavo
questi miei amari pensieri, senza dimenticare il mio amato Savinio (che mi
invita ad amare questo amaro nostro tempo), proprio ieri, mentre aspettavo un’amica
ai piedi della colonna Traiana. Sulla sinistra il gran cavallo di Vittorio
Emanuele II, davanti un cielo chiaro su cui veleggiavano nuvole d’acquarello
mentre gli uccelli neri, lassù, disegnavano i loro arabeschi d’oriente. Io,
sola, privilegiata, mentre il crepuscolo scendeva piano a portar pace ai
mortali; io, sola, davanti a quel tutto divino, in cui affogavan le miserie del
mondo, nella pura bellezza della vita che, silenziosa, nell’onda dava sollievo
all’anima mia. E mentre ero lì, nella pace, un tizio si avvicina, indovinando,
forse, il pensier mio e mi fa: “Lo sa che differenza c’è tra il Papa e
Schettino?”. Senza attender risposta, via: “Il Papa non ha chi gli dica torna a
bordo, cazzo…”. Con rispetto, ridendo.

Bè, in un paese dove la gente va in gita a visitare il pozzo dove è stata trovata Sara Scazzi o la villetta di Cogne dove morì il piccolo di tre anni, una nave guidata da Schettino potrebbe essere una attrazione.
RispondiEliminaIo amo la mia Italia, ma se il papa ha deciso di licenziarsi, un motivo ci sarà e lasciamolo tranquillo.
:) abbraccio Rita