Arriva febbraio, in alta
uniforme, con il pennacchio a coda di cavallo, nero di carbone, a pender sulle
spalle come dall’elmo di un gran corazziere del Quirinale; arriva febbraio,
sacro al sole, tutto serio, un poco imbronciato, come un professore in loden
che ha dimenticato, però, di mettersi il cappello. Arriva febbraio, nel sole
della speranza per questa nostra Italia dove non si contan più i disoccupati,
dove i ragazzi fanno le ricerche su wikipedia, dove le banche sono marchese e i marchesi
straccioni; un’Italia che dimagrisce nella dieta della crisi, dove persino i
pacchi per i poveri, un tempo pingui di stracci, sono magri nella Chiesa di San Quirico e
Giulitta ai Fori…
Arriva febbraio e soffia la
speranza nelle urne per alcuni (per altri no). Arriva febbraio, si vota, si
vota è tempo di cambiare. E mentre ascolto questo e quello, Bersani e Monti e
Berlusconi e Ingroia - di destra e di sinistra (tanto che cosa fa…) - mi par di veder
dietro al serio febbraio nostro, presidente e professore e anche cavaliere, il suo gemello buffo, nei
panni di Arlecchino, nel viso suo, di biacca, c'è il riso di Pan , in una pioggia di coriandoli, nel profumo
di frappe e castagnole: principe del Carnevale.

:...Evviva! votiamo per Arlecchino!
RispondiElimina:))
Ciao Ester.... sono qui
Rita