Oh che forse ci han raccontato tante miserie e fole su Girolamo Savonarola? E' il pensiero dominante che m'ha presa tutta quanta nel leggere le pagine dedicate al frate domenicano di cui ho scritto nel post precedente. Leggo e vedo che solo bene fece a Firenze, che i conventi si riempivano di vocazioni sante, i bambini erano buoni, le donne virtuose, e anche i falò della vanità (che tanto scandalo danno ai modernità - facendo gridare allo scandalo, ad esempio il padre e figlio Angela) vanno contestualizzati se è vero, come è vero, che fino al 1500, cioè fino a Sisto V, anche i Papi facevan strame dei templi pagani, usati come calce e cave, perché, pur belli esteticamente, eran brutti moralmente. E allora la morale aveva certo la precedenza, finché non è arrivato il Rinascimento. E tanto per capire che "morale" c'è oggi, fate un giretto davanti al Duomo di Grosseto per vedere che razza di statue (per me brutte sia moralmente che esteticamente) han messo davanti alla santa casa. Il mio amico Marco, che è ispiratore di molto di questo post (avendomi donato il lume per stendere i panni al sole), mi ha mandato le foto delle "statue". Che vi giro.
Belle, vero? Questo qui sopra, con quel viso inquietante, gli occhi a palla, somiglia a un Arcangelo come la Sardegna al Polo Nord. Altre parole non seervono.
Sento un brusio di protesta, oh, ma questo è lo Stato etico, la Chiesa dirigista che vuol dettar legge anche nel mondo! Rispondo con lo stato etico del Grande Fratello nel quale tutti quanti, in girotondo (e senza fiatare, anzi con la mascherina) viviamo e siam, senza saperlo, precipitati. Uno Stato etico a modo suo, che io chiamo anti-etico, perché, per come la vedo io, la morale è rovesciata, come un calzino dalla parte dei peletti delle cuciture. Ci voglion obbligare a pensare che l'aborto (che per me è rifiutare, assassinandolo, un dono del Cielo) è bene, che siamo tutti uguali, anche se le femmine hanno le mammelle per allattare e i maschi, nel mistero, donano alle femmine la vita. E, dunque, con buonapace di chi mi criticherà, dico evviva Savonarola, che difendeva la legge naturale, quella che è scritta nel cuore di ogni uomo, nonostante tutto.
E questa sono io che sorrido e tra me e me ripeto: "Viva Savonarola!"





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