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martedì 1 settembre 2020

Anche no grazie e viva Savonarola

 


Siccome sono un poco stanca di aver gli occhi feriti dalle brutture che ci costringono a guardare, vorrei qui stilare una lista di "opere d'arte" che, per me, non lo sono affatto, consigliando ai loro autori, scultori soprattutto, a risciacquare i panni in Arno, ovverosia nella bellezza dell'antichità, quando Prassitele e Fidia, Michelangelo e Donatello inseguivano la perfezione dei corpi, nello stupore del mistero che viene da Lassù. E andiamo avanti, con lo spirito riacceso di Savonarola e il coraggio che viene da chi cammina in passo saldo, aggrappato all'ancora dell'Eternità. E mi vien male a pensare che, per la visita di non so quale persona, mi pare islamica, le statue magnifiche del museo del Campidoglio furono coperte dal burka, mentre le opere di cui scrivo sono lì, notte e giorno, a ferirci, impunite e spavalde, occhi, anima e cuore.

Comincerei dall'inquietante dito medio in bianco marmo che svetta davanti alla Borsa di Milano. Rido se mi rivedo a spiegare a mio figlio che quel gesto è tanto volgare e minaccioso che mai, e ripeto mai, si deve fare. E un giorno lui, già grandicello e milanese, mi mostrò la foto del dito grande in tutta la sua tracotanza che sembra dirci che là dentro, nella Borsa, non è che ci vada tanto bene...

Passo ora a una fontana che se ne sta a Vergato e che, leggo ora, è stata "vandalizzata". Ma, dico io all'amministrazione pubblica, timidamente, se non l'aveste fatta far così, con quel brutto ceffo peloso in erezione, sarebbe stato tanto meglio! Quella fontana, amici miei, è semplicemente brutta.  E finisco con la statua verde tristezza dedicata a Papa Giovanni Paolo II che, malinconica, siede alla Stazione Termini. Una specie di vela vuota con sopra una testa. Anche no grazie e preferisco i busti di Bernini... Sì, viva Savonarola.

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