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martedì 15 settembre 2020

Una poesia al supermarket

 


Da quando hanno aperto a Roma l'Esselunga, ogni tal giorno della settimana ho un appuntamento segreto con mio marito e, insieme, sfrecciando lungo la Prenestina, eccoci al baretto del supermercato, un supermarket enorme, e poi, carrellone vuoto alla mano, in giro per i vasti corridoi di questo supermercato milanese sbarcato anche nella Capitale. Io uso moltissimo i prodotti smart che sono davvero a buon mercato e di ottima qualità. E vorrei dire anche di tutto il resto ma basta con la pubblicità.

Perché vorrei scrivere d'altro e cioè del piccolo, magico incontro che ho avuto ieri, all'Esselunga, con una bimbina di massimo due anni che, con la mamma, era lì a fare la spesa. Eravamo di fronte a una di quelle piramidi di cosmetici. E in cima c'erano fard, rossetti e matite per gli occhi e sotto cremine con su disegni tanto carini che ti vien voglia di comprarli solo per portarti a casa quelle fragolette, le roselline, le violette. Io chinata giù ad ammirarle e la bimbina pure lei. "Hai visto la fragolina che carina?", le ho detto e lei era tutta occhi e mi ha sorriso. Poi ha indicato la fragolina. Sua madre, in alto, rovistava tra i trucchi. La bimbina e io continuavamo il nostro dialogo muto che aveva per argomento i disegnini sulle confezioni di crema per la pelle. E si svolgeva così. Lei indicava con l'indice e io dicevo: E' una rosa, che carina!" e così via.

Poi d'un tratto sua madre le ha detto dai andiamo su. E lei ubbidiente, ma i piedi non si muovevano e li aveva incollati accanto ai miei. "Ciao" le ho detto, facendo sventolare le cinque dita, ciao ciao ciao, vai, vai con la mamma. Lei staccate le manine dai fianchi ha preso a salutarmi e lo ha fatto fino a quando, dopo avermi dato un'occhiata lunga lunga, non è sparita dietro l'angolo di fronte al reparto frigo delle offerte speciali. Una poesia al supermarket.

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