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martedì 11 agosto 2020

Verde speranza


 Da giorni, oramai, stanca delle trite parole che ascolto sempre uguali da più di trent'anni, ho messo la televisione in soffitta e, se la accendo, è solo per guardare poche cose mirate che non sono né di destra né di sinistra e solo leggerezza e piuma. Il presidente del Consiglio con la sua bella bionda mi pare Ken e lei una Barbie. Dei ministri, non so più neppure i nomi. Ho sentito che Virginia Raggi si ripresenta per tornare a fare il sindaco e sorrido al solo pensiero, mentre lungo la Via dei Serpenti fiorisce di erbacce come se fosse un viottolo di campagna...

Ecco, per tutte queste ragioni e altre ancora che terrò per me, preferisco trascorrere, come faceva Eraclito con i bambini, con le mie minifurga. Ieri dunque, in un lungo e assolato pomeriggio agostano, con uncinetto e macchina da cucire, le ho tirate fuori dalla vetrina delle meraviglie e preparato un bel bagno alla rosa le ho immerse tutte quante nell'acqua di spuma. Gratta, lava, pulisci. Poi al sole ad asciugarsi, con i capelli lucidi stesi e pettinati. Intanto, tagliavo, cucivo, tricottavo i nuovi vestitini. Il risultato è qui sopra, in questa fotografia con sfondo verde speranza. Che è tutto diverso dal ministro Speranza...

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