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lunedì 3 agosto 2020

Il mio Carmelo romano

queste sono le mie lantane sarde rifiorite...
Pian pianino, un passetto alla volta, Roma, dove sono tornata qualche giorno fa, sembra riprendersi dal magone in cui era precipitata nel deserto intorno che tutto dominava e anche i cuori. Mi pare di vederla, timida, scuotersi di dosso l'ambascia e riappropriarsi della fortezza che le viene dall'essere dalla fondazione, ora e sempre, la Città Eterna. Io ho ripreso a camminar tra chiese e strade, ritrovando l'ovetto fresco che sempre mi accompagna. E se, sabato scorso, sono andata a trovare San Gaspare del Bufalo (del quale ho scritto un breve articolo che potrete trovare a questo link https://www.informazionecattolica.it/tag/san-gaspare-del-bufalo/), ieri ero, invece, a zonzo per le strade ampie e umbertine dell'Esquilino a cercare un giardino segreto (ch non ho trovato) e di cui avevo letto nel capolavoro della mia amata Dolores Prato "Giù la piazza non c'è nessuno) - che amabilmente vi consiglio di leggere per essere, il libro tutto quanto, una serena meraviglia in forma di italiano vivo...
E se Roma non può morire mai (anche se governata dal fantastico mondo del so e ni, che ha in capo i piedi e giù da basso naso, occhi e bocca...), io, con lei, in carità, continuo a camminar a passo sicuro e svelto sul fianco del Carmelo per arrivare, un giorno, lì dove tutto sarà svelato...

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