Ai primi di agosto, avevo ordinato, con il prestito inter-bibliotecario romano due o tre libri su Girolamo Savonarola, che tutti conosciamo dai libri di scuola e che nessuno conosce fino in fondo sui suoi profondi perché, che io vorrei, appunto, approfondire. Il consiglio mi è venuto dal mio amico Marco, fiorentino, per il quale ho scritto un bel pezzo in difesa della farmacia di San Marco, a Firenze che potete leggere qui https://www.marcotosatti.com/2020/06/16/benedetta-de-vito-salvare-la-farmacia-di-san-marco/ con il quale ho un rapporto epistolare svelto e solare sul cellulare. E così mi ha consigliato un libro definitivo
che è qui da me fotografato in tutta la sua corposa stazza. Ora lo sto leggendo ed è davvero bello, scritto con grazia da un nobiluomo fiorentino che si è occupato, con il medesimo zelo, di Machiavelli e di Guicciardini. Ma non è di questo che volevo scrivere io.Volevo invece raccontare della mia avventura alla Biblioteca dei ragazzi di San Paolo alla Regola, trasformata, nel fantastico mondo di Virgi (dove l'invasione aliena dei monopattini cinesi continua!), in una sorta di lager in mascherina. Non si può gironzolare tra i libri, non ci si può avvicinare al banco dei bibliotecari (tutti col muso ben nascosto dalla mascherina, ma ben visibile negli occhi di pepe), igienizzare le mani, pistola temperatura in fronte. No, mi sono detta, a queste condizioni, era meglio tenere chiuse le biblioteche perché così, invece di avvicinar le persone ai dolci libri, le si tiene lontane come dalla terra alla luna...
Finiamo in gioia con una bennibag appena uscita dalla bebaboutique, che sarebbe poi una certa stanza monticiana dove lavoro io nella pace del cuore.


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