Nel magico mondo del governo Conte-Casalino, io preferisco non accendere la televisione se non per guardare "Little big Italy", alla sera, quando, stanca per la giornata trascorsa in operosa attività, mi preparo a sciogliere gli ormeggi del mondo e a tuffarmi tutta quanta nella vera vita che silente mi percorre anche quando il sole splende e sembro tutta quanta immersa nel mondo. Che mondo, per me, non è.
Ieri, dunque, gambe in spalla me ne sono andata all'Esquilino, che amo come se vi avessi vissuto e non è così. Volevo visitare una chiesa, l'unica, che s'affaccia su Via Emanuele Filiberto, il gran re Savoia che i piemontesi hanno trasportato fino a qui nel Rione che era tutto quanto santuari e giardini e che è diventato, con l'Unità, una piccola Torino. La Chiesa, moderna, è intitolata alla Madonna dell'Immacolata e quindi è tutta mia, diciamo così perché io sono nata il giorno santo dell'Immacolata Concezione. Arrivo, ma la trovo chiusa, incatenata, e con un bel giardinetto davanti, tutto fresco di innaffiatura


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