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martedì 31 marzo 2020

Su passi rosa e turchini

Io, cucendo...
Nel gran mondo dell'informazione rotonda che t'avvolge anche se non lo vuoi fin quando, lavati i denti, sei pronto a pisolare, esse, le informazioni, paiono tutte rincorrersi in un balletto quasi sconcio che, alla fine, raccolte in un pugno, scivolano via come acqua da una bacinella bucata. Alla fine, fatti i debiti conti e stesi i panni al sole, non resta che un guazzabuglio di contraddizioni in cui la bussola è smarrita e non c'è più, lassù, una stella polare a guidare i passi.
Io, salda nei passi miei legati alla Trinità, il cuore nell'amore che arde senza bruciare, il pensiero limpido nella semplicità che tutta quanta mi percorre, vado avanti, nel mio ora et labora, mentre, tutt'intorno, infuria la sanguinosa lotta che l'Altro scatena contro l'umanità sgomenta. E prego affinché presto passi la nottata e, in cammino, tutti quanti si accorgano che, silenziosa, nei passetti suoi rosa e turchini, è giunta la primavera a riportar il lume della vita, ad accendere il moccolino che mai si spegne perché intinot nell'olio divino che sempre ci chiama. E le anime, tolte le bende, lasciato d'un canto il dubbio, nutrite di Santo Spirito, possano scorgere, tra il verde dei prati, il fiore di pratoline, stellarie, garofanini, nontiscordardime. Gli stessi che, in fascio, ora sono due domeniche, ho portato in casa mia e che ora, stanchi, riposano tra le pagine di un libro in attesa di rendere gioiose le mie lettere a voi...

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