Il giardino segreto
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| Piccola |
Addormentata sotto un bigio velo di silenzio e di freddo, Roma, spenta, avvilita, silente, attende la sua primavera, mentre le chiese chiuse, nel cuore stesso di Santa Romana chiesa, sono il segno vivo della invisibile rovina perpetrata dall'Altro, sotto le spoglie di belle parole e mele che sono marcema sembrano gote di bimba... Io me ne sto in casa, come tutti, e, nel mio silenzio che profuma di rose, coltivo un giardino e intanto, come dono da lassù, riprendo un librino che leggevo bambina e che sembra per bambini ma per bambini non è. E che vi consiglio. Si tratta, guarda un poco, di un classico e cioè "Il giardino segreto" di Frances Burnett. Non vi anticipo nulla perché delizioso è immergersi nel mondo di Mary, condito da un fresco dialetto dello Yorkshire, nella brughiera che chiacchiera e vive.
E vivo è il giardino di primavera di Mary e vivo può ritornare il vostro, nonostante il grigio mantello che ci avvolge e ci stringe alla gola. Se poi, finito queto libro, vorreste leggerne un altro, sempre della stessa scrittirce, allora vi coniglio: "La piccola principessa", dove la protagonista si chiama Sara che vuol dire, appunto, principessa e che, tra alti e bassissimi, amica di topolini e scimmiette, troverà la gioia.
Ora, in volo, lascio a voi la gioia di scoprire la Burnett, nella sua scrittura elegante e per niente ottocentesca, uno scrivere fresco, al profumo di erica e malva, uno scrivere allegro, con scoiattoli e pettirossi, uno scrivere bene, nel senso che il bene è bene e il male male...
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