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| Una bennibag in stile Lilly Pulitzer (cioè copiata da una sua creazione... |
E siccome per questa borsina ho tirato fuori dalla mia gran cesta del cucito un paio di manici vintage in bambù, mi piace ricordare qui chi me li ha regalati molti e molti anni fa, quando io ero ancora ragazza e lei, cioè Luisa Adorno (scrittrice di molti bei libri editi da Sellerio, "Arco di luminara", "Un cappello a cilindro" e altri), già avanti negli anni e ancora adesso, quasi centenaria, vive e sopravvive nel suo grande appartamento che è a un passo dall'ufficio postale di Via Taranto.
Ci conoscemmo a un premio letterario, ad Agrigento, dedicato a Leonardo Sciascia che la aveva scoperta. Lei, già avanti negli anni, nel caschetto di capelli bianchi, io cronista e ancora senza un contratto fisso. Avevo recensito per un giornale uno dei suoi libri e a lei, quello che avevo scritto, era piaciuto. Al punto da scrivermi una lettera. Poi ci siamo conosciute in carne e ossa in Sicilia, dove lei, pisana, aveva trovato un marito, il severo (e adorabile) professor Stella. E a casa, da loro, andavo almeno una volta a settimana a mangiare. Le pietanze, semplici, arrivavano su un carrello e tutt'intorno, un pco in penombra, acqueforti praghesi, quadri e cose di gusto. Ridevamo molto, lei e io, sedute una di fronte all'altra. Anzi era proprio la risata e cucire questo strano insieme. Una volta mi raccontò che, davanti alla sua banca un uomo, spogliatosi tutto nudo aveva cominciato a pazziare, e lei, tornata a casa era corsa trafelata, il cuore nella strozza, dal marito, il quale sedeva al tavolino, come sempre. Lei gli aveva rovesciato addosso l'accaduto e lui, serafico: "Davanti a quale banca?"
Buona serata!

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