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domenica 29 marzo 2020

L'America di Kate

Il mio Bayou...
Noi siamo abituati a pensar l'America come a un tutt'uno a stelle e strisce, fatto di Coca cola, di film di Hollywood, di social e vetrine, cioè gli Stati Uniti "Wasp", usciti dalla guerra civile in cui il Nord "civile" ha stracciato il Sud "schiavista e razzista" e ha cancellando un mondo a parte, condito dalla grazia delle tante culture che vi si mescolavano, ricamando un tutt'uno di cuore e di semplicità, in armonia segreta. Se quel mondo perduto vi interessa un pochino e non volete soltato ragionar con i soliti luoghi comuni, vi consiglio caldamente di leggere (come ho fatto io e come sto facendo oggi durante questa forzsata clausura) una scrittrice di rango di nome Kate Chopin, vissuta nel secolo Diciannovesimo, che il caldo mondo della Louisiana lo racconta con una penna tennera, innamorata delle incongruenze e contraddizioni umane, paziente con i suoi personaggi buoni e cattivi, immersi tutti quanti nel Bayou, ovvero nel Delta del Mississipi, dove le piantagioni di cotone si perdono all'orizzonte, dove neri, "ingiuns", francesi e inglesi si tengono per mano, aiutandosi un poco e un poco guardndosi in cagnesco. Se potete, leggete "Bayou Folks", cioè "Gente del Bayou", dove le dolci pennellate di Kate regalano istanti di pura gioia. Come quando i due gemellini andati in città a comperarsi le scarpe, tornano a piedi scalzi con le scarpe in mano per non sporcarle nel fango...

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