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sabato 14 marzo 2020

Leggi che ti passa

In santa orazione...
Mentre sono qui, seduta al computer, per fare, come ogni mattina, il mio piccolo lavoro, chi ti vedo sul davanzale? Ma certo il mio amichino libero, l'uccellino che, veduto con più calma, non ha affatto le penne azzurre, bensi una codina color arancio, tanto graziosa e pettegola che innamora il cuore. Prima si posa, voltanto la codina vezzosa, sulla terra del vaso vuoto di fiori che sta sulla sinistra del davanzale (e quindi più lontano da me) e si gira a salutarmi, col becco chiuso in muta allegria tra noi, poi fatto un saltello eccolo andare al ristorante per uccelli che ho aperto, in suo onore. Il  menù è fisso: poche briciole di cracker, perché il pane l'ho finito e non penso di comperarlo per un poco. Saltella per la lunghezza del marmo e poi sbocconcella appena il mio regalo. E via, in volo, mentre io mi chiedo quando riuscirò ad essere tanto lesta da fargli una fotografia per postarla per voi, in gioia angelica di primavera...
Nel frattempo, in questi giorni tutti uguali, scanditi per me dalla preghiera continua del cuore, ho deciso di scrivere ogni giorno un commento a un libro sul sito delle Biblioteche di Roma per guadagnarmi la bibliocard gratuita (una gran soddisfzione!) e dunque vi regalo quel che ho scritto ieri sui racconti Katherine Mansfiel. Evviva, a domani e buon sabato a tutti.
Qui sotto, su Katherine (consiglio di lettura anti-corona virus)
Quando Virginia Wolf ricevette "The Garden party", un libro di racconti scritto da Katherine Mansfield, Dopo averlo letto, lo scaraventò per terra, esclamando: "Questa sa scrivere!". Ed era vero, verissimo. Katherine Beauchamp, in arte Mansfield, piccola provinciale giunta in Inghilterra dalla lontanissima Nuova Zelanda, dove era nata e cresciuta, è davvero una scrittrice di genio. Arriva, a volte, alle vette di Anton Checov. Ogni racconto è un tuffo nella vita vera e i personaggi, Kezia, Pip, Mrs Dove, Isabel, tutti dipinti con pennellate precise, profonde, incisive. Ma Katherine non ha soltanto il dono dell'ironia, la sua scrittura sa essere dolce, comprensiva con i piccoli grandi difetti dei suoi personaggi. Ed è per questo che raggiunge sempre il cuore... Tra tutti, anche se incompiuto, amo "At the bay", perché, nella descrizione del mattino presto in una località di mare, mi pare di sentire il profumo del mare salato, di vedere gatti, cani, pecore, di sentire sulla pelle il calore del sole che sorge all'orizzonte. Insomma mi sembra quasi di essere lì, con Katherine e con tutti i suoi amici.
E così accadrà anche a voi...

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