In questi giorni di
clausura anche soltanto portar la spazzatura nelle piazzole dedicate può essere
una piccola avventura. Così eccomi, di buon mattino, a mano destra, plastica e
metalli in una busta celeste e, nella sinistra, in una compostabile verdolina,
il mio buon umido, a percorrere in danza la spina del corso dei Monti, che è
via dei Serpenti. All’altezza del numero civico tal dei tali, mi sento
chiamare: “Buongiorno signora!” e riconosco il bel viso franco di Cristina una
amica che con me divide fede e chiese. Saluto, salutami tutti, e i convenevoli
a distanza “sociale” e proseguo. Davanti alla Madonna dei Monti, come sempre al
suo posto fisso, c’è un certo rom dagli occhi azzurri, che porta appeso al
collo un cartelletto con su scritto “Ho fame” e che mi sono ritrovata, un giorno,
vicino, a San Lorenzo in Fonte: lui inginocchiato di qua e io di là, davanti a
una Madonnina. Per questo ci salutiamo cordialmente da buoni amici…
Gettata la spazzatura
negli appositi contenitori, torno verso casa. Vorrei fare una capatina alla
Madonna dei Monti, ma il portone, anche se sono le nove, è chiuso, così so io
dove andare per il mio giardino segreto. E lo faccio e qui lo tengo per me. Proseguo,
dunque, verso casa e incontro in rapida successione due vicini di casa. Il
primo, in fila alla farmacia, è bardato con mascherina e tutto e non mi saluta,
il secondo, incrociato nell’androne, pieno di buste da buttare lui pure, appena
mi vede, fa due passi indietro per schivarmi, fosse mai.
Rido tra me e rido al
ricordo di un incontro avuto con una conoscente, lei scendeva io risalivo, e
tutte due ci siamo guardate e abbiamo detto: “Passerà!” e poi addio con il
sorriso che si deve di riconoscenza perché oggi è primavera ed è pure il mio
onomastico perché, ai miei tempi, oggi si festeggiava San Benedetto e si
continuava… le rondini sotto il tetto!

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