Ci sono giorni, e questo è
di quelli, in cui mi pare di ritrovare tutta quanta di ruggine la mia anima in
volo. Perché troppo pesante e iniquo e vacuo è il sasso dei doveri che mi porto
al collo, perché altri – che dovrebbero invece - non vogliono portarne con me
il peso. Ed io sono sola… Dicevo, ci sono dei giorni in cui, a chiuder gli
occhi, mi vedo camminar, scalza, lungo una spiaggia deserta nei deserti luoghi
di Marina dove mi è sorella soltanto la preghiera del pellegrino russo, errante
in quelle terre di neve. In giorni come questo mi metto, di solito, a impastare
il pane perché è in quei gesti antichi, solenni, essenziali, che mi pare di
ritrovare il senso di tutto il furore, il soave respiro del fiume, quel capo
del filo che a volte non trovo in rocchetti e spoline...
E mentre sono lì con la
pasta tra le dita e i pensieri bassi nel pulviscolo di farina che mi entra nel
naso e che ricopre in velo il cotto del pavimento, rivedo, nel suo grande
didietro, nella parannanza bianca che spiccava nel blu del grembiule ,la Mimma
che non era mamma soltanto per via di quella “i” dispettosa che faceva stringere le
labbra, deviando dal vero. Faceva la pizza, lei, per tutti noi Ponti al venerdì
sera. Che festa, che gioia! Nel crepuscolo, il forno già caldo ingoiava le
teglie che uscivano profumate d’aroma e di buono. E se anche i gemelli,
protetti dalla genitrice, tagliavan gran fette per loro, lasciando noialtri, i
piccoli, senza, sapevo che in cucina, la Mimma (che era nata anche lei, come
me, il giorno dell’Immacolata) teneva in caldo una fetta, piccina, ma tutta
per me. Il suo cuore, di pizza, per me.
.
.....viva la Mimma!! a volte per rincorrere ciò che non abbiamo avuto, non ricordiamo o corriamo il rischio di non vedere ciò che invece ci circonda e ci da amore.
RispondiEliminaBuona domenica Ester
Rita