Bella, nonna Stella, lo era,
davvero. Di quelle bellezze patetiche, ottocentesche, pallide di finta
tubercolosi come usava in quei tempi lì, lontani, di crinoline e velette, al
profumo zuccheroso di violetta di Parma. In certe fotografie piccine, al lume
di seppia, fatte al mare, lungo la bionda spiaggia di Lignano Sabbiadoro o di
Bibione, c’è lei, con le tante sorelle, vestita alla marinara, gli occhi bassi dell’agnus Dei, i capelli
raccolti in spire di serpenti, alti sulla nuca, nel, suo sguardo un pizzico di
me... C’è lei e ci sono i fratelli; bellissimo era Saverio che doveva diventar,
uomo fatto, ministro e senatore del Regno. Ma bella tra le belle, così vuole la
leggenda famigliare, era una sorella perduta, Lavinia, che, morta diciottenne
come in un romanzo di Ugo Foscolo, ancora oggi mi guarda, più viva lei di nonna Stella, da un ritratto che se ne sta al chiodo sopra lo scrittoio di mia madre. Languidi
occhi malati, senza sorriso, nei capelli di vento...
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| Due bennibags al profumo di rosa... |
Bellissima Lavinia,
dunque, e bella la nonna. Anche piccina. Un giorno, un pomeriggio, mi raccontò
che una volta, bimbetta, insieme allo zio professore, che era filosofo e filologo,
era venuto a casa sua un gran poeta. Guardandola, il poeta, in barba, baffi e
gran signore, aveva detto “bellina” e poi le aveva anche dato un bacio sulla fronte
che lei era corsa in bagno a lavar via...

:) :) divertente.
RispondiEliminaCerto, non è detto che perchè uno è un poeta, i suoi baci siano graditi.
Buona settimana Ester
Un abbraccio Rita
Acri era mio bisnonno, Piero mio zio: ma Stella non so chi sia. Me lo spieghi? Seba
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