Vabbè che, con il Papa nuovo
nuovo, mi par di udir anche troppo (o forse troppo non è mai, non so…) parlar di San Francesco (che io, beninteso,
veneravo e venero), io qui in questo angolino rosa che è tutto quanto mio e
anche un poco, sissignore, dei miei tredici lettori (a loro va una riverenza - per la pazienza - nel vento trasparente di questa neonata primavera e un grazie spennellato di azzurro e turchino), vorrei ricordar che oggi, 21 marzo, comincia, nello
sbocciar della vita e del mistero che si rinnova, la primavera e che la primavera e il 21
marzo portavano, nel mio tempo verde, il nome di un altro grande Santo che
adesso va poco di moda, essendo, il Papa che ne portava il nome, stato messo in frigorifero al chiuso di
Castelgandolfo…
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| La foto viene dal Brasile e l'ha scattata mio fratello Marco: ha avuto visite., non rondini ma pappagallini... |
Il Santo, da Norcia, è
Benedetto. Lo sapevate voi, io no fino a ieri, che Benedetto aveva una gemella
nella persona di un’altra Santa, benedettina, di nome Scolastica? E sapevate
che Abbate, vuol dire Padre in ebraico e quindi papà benedettino di tutti i monaci oin un monastero? Questo lo sapevo da un po’. E allora? direte voi, chissene importa! Già, e allora, mi rispondo senza trovare un filo
rosso che mi conduca il fondo al labirinto… E dunque basta con il latinorum, e,
sì, buona primavera a tutti, ricordando, come si diceva, allora “San Benedetto,
le rondini sotto al tetto”…

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