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martedì 16 ottobre 2018

Piccolo mondo antico al Mater Dei


Nel bel palazzo d’ocra e d’ombra, ritto sul gomito di Via San Sebastianello, che era, per così dire, contenitore dell’Istituto Mater Dei (e che ora, tutto ridipinto in arlecchino verde smeraldo, è sede del British Council), ogni piano era diviso in aule scolastiche con dentro una trentina di noi in divisa bianca e blu e, man mano in salita, si passava dalla materna al liceo. Ogni piano aveva le sue sister che io ricordo, oggi come ieri e l’altro ieri, vive, divertenti, in sorriso anche se severo. Al primo piano, custodito dalle sister portinaie, Suor Paolina e suor Addolorata (che erano gemelle), sister Francesca, alta, timida, con un viso rotondo e bianco e un ciuffo di capelli neri a sbucar sulla fronte, e sister Alexio, che era un peperino, rossa di capelli e di animo acceso. Al piano di sopra, le medie, c’era, indimenticabile, sister Saint Paul, severissima. Ci inseguiva con un vecchio righello da sarta e, nel legarci i capelli che secondo lei avevamo sempre spettinati, usava gli elastici gialli da cartoleria. “Tu, con quei capeli ne li ochi…”. La ricordo in corsa giù per la chiocciola di marmo della scalinata interna a rincorrere, a perdifiato,  Delfina R., una compagna di classe, con i calzettoni e i ciuffi fatti dai Cinque in Via delle Carrozze…
Al liceo, raggiava, unica, insuperabile, indimenticata Sister Francis, piccola, pienotta, con le tasche sempre piene di non so che cosa che tintinnava misterioso. Era lei, in cappella, a guidarci nella genuflessione davanti all’altare. Toc, batteva le nocche su un banco, e noi tutte giù, toc e su, su, in corsa verso la nuova mattina. In ultimo, lì dove la luce sembrava raggiare dal soffitto aperto, la direttrice sister Saint Kevin, bella come doveva esserlo, nel mio immaginario personale, la monaca di Monza. E tanto severa. Che fu davvero colonna (e la ringrazio) dell’Istituto Mater Dei  prima che arrivasse il nuovo mondo…  


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