| Lana grigia e fiorellini di lana rosa, la mia nuova bennibag! |
Ogni giorno, nella
giornata che si stende come un bel lenzuolo candido tra mane e sera, io me ne
sto, diciamo un'ora quasi, in un canto in orazione in una delle (tante) chiese mie. Le cambio, ora qui
ora lì, conoscendone io ogni piccolo segreto, per tacita prudenza, perché è
nella solitudine che il sentiero appare e nel silenzio mio tutto quanto rotondo
ritrovo i passi che mi conducono alla vita vera, dove non sono che un nulla
nelle mani del Creatore, protetta in Lui e tacita presenza. Distesa in quella
mia verde quiete, il mondo mi galleggia intorno come in turbine di corrente che
dalla rocca corre al mare. Io, gli occhi chiusi, lo trascorro, ferma come un
sasso bianco tra la spuma di una cascatella…
A volte, aperti gli
occhi, mi appare lampante ciò che è nascosto e tutto mi sembra chiaro sotto al
mantello azzurro della verità. Le Chiese, vuote, dormono nella loro antica
preghiera, mentre ogni tanto danzano nelle cassette delle offerte le monetine distratte e ballerine.
A volte, poiché le chiese mie sono custodi di capolavori, entrano frotte di
turisti, naso all’aria, con le loro belle macchine fotografiche legate al
collo, al pari di un giogo per dire che esistono anche loro, che sono perché
vedono e catturano, pare a loro, la verità. Mi guardano, a volte, come se fossi
anche io una statua, parte dell’arredo sacro. Oggi, ad esempio, nella Chiesa
tal dei tali, sono entrate delle ragazze assai chiacchierine e dopo avermi
disturbato nell’orazione mia con i loro gridolini, lo hanno fatto anche dopo,
quando, incrociandomi nell’uscire, mi hanno chiesto se, in questa chiesa, si
organizzavano dei pranzi come avevano visto e letto su internet di altre, anche Cattedrali, e semmai potevano
partecipare e come farlo…
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