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mercoledì 17 gennaio 2018

Tra la spuma di una cascatella

Lana grigia e fiorellini di lana rosa, la mia nuova bennibag!
Ogni giorno, nella giornata che si stende come un bel lenzuolo candido tra mane e sera, io me ne sto, diciamo un'ora quasi, in un canto in orazione in una delle (tante) chiese mie. Le cambio, ora qui ora lì, conoscendone io ogni piccolo segreto, per tacita prudenza, perché è nella solitudine che il sentiero appare e nel silenzio mio tutto quanto rotondo ritrovo i passi che mi conducono alla vita vera, dove non sono che un nulla nelle mani del Creatore, protetta in Lui e tacita presenza. Distesa in quella mia verde quiete, il mondo mi galleggia intorno come in turbine di corrente che dalla rocca corre al mare. Io, gli occhi chiusi, lo trascorro, ferma come un sasso bianco tra la spuma di una cascatella…

A volte, aperti gli occhi, mi appare lampante ciò che è nascosto e tutto mi sembra chiaro sotto al mantello azzurro della verità. Le Chiese, vuote, dormono nella loro antica preghiera, mentre ogni tanto danzano nelle cassette delle offerte le monetine distratte e ballerine. A volte, poiché le chiese mie sono custodi di capolavori, entrano frotte di turisti, naso all’aria, con le loro belle macchine fotografiche legate al collo, al pari di un giogo per dire che esistono anche loro, che sono perché vedono e catturano, pare a loro, la verità. Mi guardano, a volte, come se fossi anche io una statua, parte dell’arredo sacro. Oggi, ad esempio, nella Chiesa tal dei tali, sono entrate delle ragazze assai chiacchierine e dopo avermi disturbato nell’orazione mia con i loro gridolini, lo hanno fatto anche dopo, quando, incrociandomi nell’uscire, mi hanno chiesto se, in questa chiesa, si organizzavano dei pranzi come avevano visto e letto su internet di altre, anche Cattedrali, e semmai potevano partecipare e come farlo…


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