E nel peregrinare nei bei musei civici padovani, eccomi al piano più in alto che contiene la pinacoteca, ricca di capolavori Metto il naso dentro e, un balzo in cuore: vedo come in benvenuto il ritratto di un bel paggio, con capelli chiari, una testa bionda su fondo celeste, un ritratto di Giovanni Bellini, che amavo, ragazza, e di cui gelosa, segretamente innamorata, custodivo una copia in cartolina e proprio non sapevo fosse custodito qui. Che gioia! Più avanti, mi saluta la statua austera di Leonardo (un nome a me così tanto caro...) Emo di Capodilista, nobile padovano, che ha donato al museo degli Eremitani ben 534 quadri. Bè, alcuni non erano proprio quadri. Come i due Giorgione che erano i frontalini di due portagioielli. O i due Tiziano, che erano, invece, decorazioni di cassettoni. La bellezza, a quei tempi, era ovunque, sparpagliata nel viver quotidiano... Sospiro, nella gioia di veder nel quadrino di Giorgione lo stesso tema della "Tempesta" e cioè un giovanetto che osserva, col suo bel mazzolin di fiori, una bella fanciulla e il suo bambino. L'incanto e il mistero della maternità che rende il doppio uno...
Scrivo queste poche mie righe e si affollano nella memoria autori e quadri che chiedono udienza e un posticino al piccolo sole di questo blog. Chiara Varotari, ad esempio, sorella del Padovanino, che nei ritratti di bimbi regala innocenza e verità. Ahimè, non tutti entreranno perché le righe scappano via nel vortice e presto devo chiudere e correre a cucinare pesce e pasta che dalla cucina mi chiamano al dovere. Vi presento prima, però, Boccaccio Boccaccini, un pittore ferrarese tanto tenero e amoroso che doveva certo amare le sue Immacolatelle e le sue piccole Sante in mistiche nozze con il Bambino. Ma, povera me, scopro che nel 1500, questo pitore che sembra dipingere col velo della dolcezza in cuore, uccise la moglie, colta sul fatto da lui in tradimento...
Ma il cuore mio, da sempre, batte batte per Andrea Mantegna che proprio qui ha lasciato un capolavoro: la Madonna della tenerezza. In gentile acquerello, Maria e il suo piccolo Gesù se ne stanno tutti quanti abbracciati, gota a gota, gli occhi chiusi, tutti presi in sorriso dal loro radioso, infinito, beato amore. E per fortuna che c'è Adriano, volontario sorridente, padovano in baffi e buona volontà, e innamorato d'arte, di bellezza del suo campanile, che lo indica a chi, come a me, era sfuggito...

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