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giovedì 16 novembre 2017

L'angelo di Leonardo



E va bene, lo ammetto, non sono una storica dell’arte. Ho fatto appena, e tantissimi anni fa, un esame di arte moderna, alla Sapienza, con una professoressa che, lo ricordo ancora adesso con grande meraviglia (come allora che mi pareva uno sproposito…), si legava un nastrino rosa intorno al polso perché non distingueva la destra dalla sinistra. E ce lo disse anche. Senza un filino di vergogna…
Con lei, facevamo i riconoscimenti che vuol dire prendere delle cartoline dei capolavori, nascosti in chiese, pinacoteche e collezioni private di questo e di quel pittore e scoprire chi lo aveva dipinto, bello così e pieno di vita. Ebbene, e dai e dai, dopo aver girato, a Roma, per tutte le Chiese e i musei disponibili (ricordo che avevo una vecchia bicicletta nera della Bianchi che poi mi fu rubata…) all’esame, io sapevo distinguere Tiziano da Andrea del Sarto e Veronese e persino il Bronzino. Non so. Non so dire il perché: le pennellate mi parlavano, i chiaroscuri mi rivelavano gli arcani loro, i quadri erano allora (ma anche oggi) quasi tutti firmati nell’anima mia e, sicura, senza indugi, mi presi un bel trenta o forse trenta e lode. Non ricordo più e poi che cosa importa.
Io non so se il “Salvator Mundi” (battuto all’asta per non so quanti milioni) è di Leonardo e forse, certo, lo è. So però che il Gesù rappresentato è senza aureola divina, ha una faccia che non mi  piace, una cera sfocata, gli occhi liquidi e senza sguardo e ha pure la fossetta nel mento che, secondo la Mimma, voleva dire che il tal bambino non piaceva agli angeli. Se osservate bene il quadro, poi appare chiaro ed evidente lo stacco nei capelli che in alto sono come lavati con i bicarbonato, sbiaditi e stenti, tristi, sfibrati e in basso deliziosi, ricciolini e d'oro e leonardeschi...  Insomma, secondo me, il volto del Cristo è del Verrocchio che, alla fine stufo, l'ha affidato per le rifiniture di capelli e vestito a Leonardo che lavorava da lui a bottega. Che i due operassero insieme si sa e lo prova un grande quadro che è agli Uffizi. La scena tutta è del Verrocchio (ed è, diciamo così, sbiadita), splende invece sulla sinistra un angioletto che ha gli stessi capelli d'oro del Salvator Mundi e che è opera, tu guarda un po', di Leonardo...

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