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domenica 19 novembre 2017

Il cielo azzurro del lunedì

Un mio  piccolo amico sardo
A mio umile e modesto avviso, e parlo sottovoce in questo mio piccolo spazio che conta le visite sulla punta delle dita (e ne sono contenta!), riempire le chiese di persone, anche se povere, che aspettano soltanto il dopo-messa per mangiare gnocchetti sardi e tiramisù o per fare incetta di vestiti smessi da rivendere magari al mercatino abusivo che si distende, sciatto e sporco, lungo la strada che porta alla bellissima Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme non vale ed è come fare lo sgambetto a un Santo. Non è questo il sale del nostro credo. A Gesù non importava un fico secco di quanti soldi avevi nel salvadanaio e Lazzaro con le sue sorelle erano addirittura benestanti eppure lui pianse lacrime amare alla morte dell’amico…

I beni di cui parla nostro Signore sono tutti spirituali e quando sgrida il ragazzo ricco che non ha la forza di seguirlo da tanto attaccato è alle ricchezze sue, non lo sgrida per il denaro (“date a Cesare quello che è di Cesare”), ma perché è attaccato al mondo, spiritualmente pure, e a quanto esso può dare. E’ l’attaccamento (e non i soldi), la tentazione grande. Il pensare, erroneo, che tutto quello che abbiamo ci appartenga mentre è solo dato in prestito come i talenti del padrone dati ai servi affinché li facciano fruttare e poi restituiti. E la finisco qui perché non sono certo io che dovrei spiegare questo al mondo. Piccola come sono e umile nel mio umile quotidiano, me ne vado in cucina, alla maniera di Cenerentola, e saluto per tutti il cielo blu che si spalanca di felicità in questo primo giorno della settimana. Il cielo azzurro del lunedì!

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