| I miei barattoli riciclati e fioriti... |
Ero, ieri mattina, a
prendere un caffè con un caro amico che conosco oramai da diciotto anni per
avere avuto, lui e noi, il figliolo alla medesima materna che guardava – e guarda
ora pure – in faccia (quasi) il tripudio di marmi della Fontana di Trevi. Eravamo
al solito bar in via tal dei tali dove ci sediamo per aprire una parentesi
graffa sulla nostra vita e poi tante quadre e rotonde per esaurire tutti gli
argomenti, le novità, i piccoli snodi dell’esistenza. E con i figlioli oramai
all’università ce ne sono di cose da dire e da ricordare.
E via, ma in questo
mondo in cui batte sempre la grancassa del tempo a richiamare all’ordine suo c’è
poco tempo e così, in sarabanda, approdiamo a questa e a quella isola per poi arrivare
a un argomento che a entrambi e caro per motivi differenti: l’Arcangelo
Michele. E così ci siamo detti, lui e io, tutti gli indirizzi dove trovare a
Roma le cappelle dedicate al Generale dell’esercito del cielo. Ed ecco a voi servita
in un piatto d’argento la geografia angelica romana, per quanto ne sappiamo
lui e io. C’è l’arcangelo Michele in un
quadro bello, bellissimo e da poco ritrovato, nella Chiesa di Santa Maria del
Carmine alle tre cannelle a un tiro di sasso da Piazza Venezia. Guido Reni, il
gran pittore, l’ha dipinto per la chiesa di Santa Maria della Concezione in Via
Veneto; è invece di Giovanni Bigatti, il San Michele della bellissima Chiesa di
Sant’Eustachio. Il San Michele che scaccia Lucifero della Chiesa di San Marco
Evangelista in piazza Venezia è invece di Pierfrancesco Mola detto il ticinese,
un pittore che non conoscevo e che ha una grazia tutta sua. Ma a Roma, il San
Michele di tutti i San Michele è in alto, altissimo, sul culmine di Castel Sant’Angelo.
E’ lui, è proprio lui, il gran principe con le ali, raffigurato in atto di
rinfoderar la spada in inno di pace eterna che, da lassù, protegge e illumina
la Città Eterna in alleluya!
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