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sabato 11 novembre 2017

Geografia angelica

I miei barattoli riciclati e fioriti...
Ero, ieri mattina, a prendere un caffè con un caro amico che conosco oramai da diciotto anni per avere avuto, lui e noi, il figliolo alla medesima materna che guardava – e guarda ora pure – in faccia (quasi) il tripudio di marmi della Fontana di Trevi. Eravamo al solito bar in via tal dei tali dove ci sediamo per aprire una parentesi graffa sulla nostra vita e poi tante quadre e rotonde per esaurire tutti gli argomenti, le novità, i piccoli snodi dell’esistenza. E con i figlioli oramai all’università ce ne sono di cose da dire e da ricordare.

E via, ma in questo mondo in cui batte sempre la grancassa del tempo a richiamare all’ordine suo c’è poco tempo e così, in sarabanda, approdiamo a questa e a quella isola per poi arrivare a un argomento che a entrambi e caro per motivi differenti: l’Arcangelo Michele. E così ci siamo detti, lui e io, tutti gli indirizzi dove trovare a Roma le cappelle dedicate al Generale dell’esercito del cielo. Ed ecco a voi servita in un piatto d’argento la geografia angelica romana, per quanto ne sappiamo lui e io. C’è l’arcangelo Michele  in un quadro bello, bellissimo e da poco ritrovato, nella Chiesa di Santa Maria del Carmine alle tre cannelle a un tiro di sasso da Piazza Venezia. Guido Reni, il gran pittore, l’ha dipinto per la chiesa di Santa Maria della Concezione in Via Veneto; è invece di Giovanni Bigatti, il San Michele della bellissima Chiesa di Sant’Eustachio. Il San Michele che scaccia Lucifero della Chiesa di San Marco Evangelista in piazza Venezia è invece di Pierfrancesco Mola detto il ticinese, un pittore che non conoscevo e che ha una grazia tutta sua. Ma a Roma, il San Michele di tutti i San Michele è in alto, altissimo, sul culmine di Castel Sant’Angelo. E’ lui, è proprio lui, il gran principe con le ali, raffigurato in atto di rinfoderar la spada in inno di pace eterna che, da lassù, protegge e illumina la Città Eterna in alleluya! 

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