A volte, quando gli
impegni, tenendosi per mano, si fan laschi, eccomi nel concerto mattutino dei
passeretti appena svegli, a passi svelti a scender giù lungo la Via dei
Serpenti per recarmi, alla domenica, alla messa della Madonna dei Monti, dove
conosco quasi tutti i visi di quanti, al pari di me, si perdono nell’eterno
mistero del grano sacro, illuminato, ora, dalla Pasqua vicina. Mi piace, nel
mio cantuccio riposto, sulla sinistra, starmene tutta in me e compresa in lui,
mentre, ora sì ora no, osservo il sole, lassù, che illumina la chiesa, ventre
di Maria, diventar agente dello Spirito Santo; mi piace, dicevo, starmene in
santa pace, chiamata come dal nume che è in me acceso, ma non sia mai, non si
può mica, perché, per quanto chiuda gli occhi e mi stringa nel bavero, c’è
sempre qualcuno che vuole rovesciare il barile delle pene e raccontare, in un
rosario, i casi suoi che dovrebbero essere, per chi parla, le spine del mondo intero.
E io lo so (ed è per
questo che, a volte, vado raminga di chiesa in chiesa, nella segreta felicità
del non essere nessuno…) che, sia come sia, arriva un certo signore che è
profumato di allegra e saporita romanità. E quando ci incontriam per strada,
due chiacchiere e anche tre le facciamo sempre, sicché la tradizione, per lui,
continua in Chiesa. E arriva sempre, anche se io paio una beghina, una Santa
Teresa in contemplazione, a raccontarmi i casi suoi e, per filo e per segno,
coi più e i meno e le divisioni e tutto quanto. Io ascolto e tengo il filo,
anche se vorrei pregare, e lui si sfoga e poi quando suona il campanellino e
arriva il Don, schizza via al suo posto e buonasera. Una volta, forse proprio
domenica scorsa non lo so, poiché mi aveva aperto il cuore e molti grani del
rosario aveva snocciolato in gran sospiri, mi è parsa cosa avvicinarmi, dopo la
Salve Regina, per dargli una pacca sulle spalle e dire “allora, su con la vita”.
L’ho fatto, l’ho fatto e sapete lui come ha risposto? Mi ha guardata come se
fossi stata una marziana e mi ha domandato: “E perché mi dice questo, nunlo
capisco mica?”. Eh sì viva lui e viva la vita!

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