Mi sa tanto, ma spero di
sbagliarmi, che la professione mia (il giornalismo), mentre io me ne stavo
prima in cassa integrazione e poi in disoccupazione - cioè in letargo, perduta
tra un post e le bennibags – è cambiata, se è vero, come è vero per averlo io
sentito con le mie orecchie vive, schiette, che oramai i giornalisti se ne
vanno in giro a cercare conforto alle notizie date loro, in redazione, da direttori
e capiredattori. Ovvia, si scherza, vero? Sento già i miei pochi lettori
scalpitare, oh mica siamo in mano a tanti leccazampe? E, siccome a me piace raccontar il grande con
il piccolo, ecco perché ho scritto quanto sopra. Figuratemi, in compagnia di un
caro amico libraio, al mercatino domenicale sotto i portici di marmo di Piazza
Augusto Imperatore, con la tomba di Ottaviano (che pare una collina) sul naso e
Roma, intorno, tutta bagnata. Dunque
siam lì, io e Giampaolo, a vendere il primo racconto di Italo Calvino (che pare
scritto da Franz Kafka) e un tomo grande e rosso porpora che contiene tutto il
processo Fadda, quando si avvicina, al seguito l’operatore, una certa
giornalista del TG1 (che in video io non ho mai visto, ma tant’è) che è a caccia
dei mercatini della miseria. “E’ qui che si viene a vendere l’argenteria per
arrivare a fine mese?”, ci chiede, ingenua, sul serio. Giampaolo, senza una piega, le
spiega (alla giornalista!) che la legge Bassanini vieta ai privati di stendere
al ghiribizzo proprio un tappeto per vender mercanzie e che il banco si paga
qui come altrove. E lei, meschina, ci confessa che la notizia dei mercatini
della fame, prima di lasciar la redazione, l’aveva già in saccoccia, fatta
pacchetto d’oro dal suo superiore e che "oramai si fa sempre così". Notizie sotto vuoto, in barattolo, liofilizzate, congelate o fate voi, solo da riempir di immagini e
parole e olè…

:( .....le notizie vere ormai sono solo le previsioni del tempo.
RispondiEliminaCredo che non ti piacerebbe fare la giornalista così......meglio le bennibags!
Un abbraccio domenicale
Rita