E poi, come se non bastasse, mostrano la solita fotografia dell'uomo a mani nude che si oppone ai carri armati. Ma, cari signori, io quell'immagine per voi così emblematica (per me solo stupida e che non è simbolo di un bel nulla, ma solo luogo comune) l'ho già vista, tale e quale, nella piazza Tienammen quando la Cina da comunista diventava democratica (sì, sì, certo, altra, mia, risata omerica). Una crosta di gnegnegne, con le giornaliste embedded (ma che vanno a letto con i soldatini, mi chiedo?), in tuta mimetica ed elmetto, mentre tutt'intorno la vita trascorre normalissima. Ieri, dietro a una di queste "eroine" passava un furgone bianco che ha fatto una curva a u schivando per poco la signorina in assetto para-militare. E negli occhi di chi guidava un bel punto interrogativo: "Ma che sta a fà stà qui?", tradotto dall'ucraino in romanesco. Ma dai! Io tutte queste sceneggiate le ho già viste, durante la guerra del Golfo, poi in Kossovo e via così ricalcando con l'antica (e quanto mi manca!) carta carbone che forse andremo, vista l'inevitabile crisi economica, a recuperare proprio come le centrali, appunto, a carbone (parola del draghetto insonne) che ci riscalderanno cuore e corpo.
Ok, in un sacco vecchio di tela stinta (per essere molto ecologici e di transizione se sapete che cosa significa voi perché io no...) infilo tutto quanto foto, fake news e pubblicità della ditta Occidente e co. e, insieme alla spazzatura di casa, scendo a buttarla nei secchioni colorati che infestano le vie. Mmm, dove lo metto, sì, mi decido per l'indifferenziata ed è una scelta giusta...
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