Oggi verso l'Aventino, destinazione la casa mia natia, che si trova ai piedi del colle da dove Romolo e Remo contarono gli uccelli. Partenza da casa dopo la Santa Messa di Loreto (che amo molto), scendo nel teporino quasi primaverile e indosso soltanto un maglioncino, uno spolverino e tutto ino ino. Svoltata su Via Leonina (ina ina), anche lei figlia di un Pontefice, mi imbatto a fior di strada in una antica insegna che fa diventar vivi e vicini i Castelli romani (dove amerei andare domani per una passeggiata verso il Santuario della Madonna delle scuole Pie, con l'amico Benedikt, ma che purtroppo dovrò mancare...) ed eccola qui, una fiaschetteria de li Castelli nel cuore del Rione Monti.
Ma è tempo, gambe in spalla, di trottare e via tra le strade mie romane che mi han visto molte volte e mi salutano insieme ai fischi dei merli. La metropolitana (sperando e per fortuna così è stato che non si controlli la vipera verde...) si fa attendere ma alla fine arriva e sono alla Piramide. Un'occhiata al mercatino dove i prezzi sono triplicati e via lungo la Marco Polo fin dove lo so io. Fatta la santa visita settimanale, torno sui miei passi e voi con me. Tra i fiori.
I notiscordardime che sono il sorriso della primavera che verrà. Gli ireos viola che mi ricordano tanto la mia nonna Lisetta che ne amava il colore.
E le margheritine che colorano di neve i verdi prati
Più avanti ecco Santa Balbina, solenne, elegante nel suo cappotto color cotto. La fotografo di sguincio e sembra ancora più bella.
Più giù, oltre la Passeggiata archeologica, ecco il luogo dove, a Mezzanotte, si incontrano i pellegrini che vogliono visitare il Santuario del Divino Amore
Oh che cosa vedo là in fondo! Un panda piccolino e così lo fotografo e chiedo il permesso a chi lo accompagna. Il codino nero sembra un punto e a capo.
E ora, addio, passando per via dei Giancaleoni che pare un viottolo di un paesino sabino, a poi a casa, al desinare...
Nessun commento:
Posta un commento