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mercoledì 16 febbraio 2022

Elisabetta, amica mia!

 


Mentre il covid, piccino o grande che sia, se ne è andato via, l'orrido grimpa (che io ho ma mi rifiuto di usare) rimane e tutti zitti, come se fosse la cosa più normale del mondo che un signore di cinquant'anni, senza il lasciapassare verde, non possa né lavorare né andare in piscina né addirittura prendere un caffè al bar. Ma questa è pazzia pura! E, avanti italiani, svegliatevi dall'ipnosi, ciechi condotti da altri ciechi, come diceva nostro Signore. Invece nulla, tutti pii bovi ad accettare l'inaccettabile da un governo, come dice Vittorio Sgarbi (onore a lui)  di pazzi che maltratta un popolo di sani. E qui vi lascio il link all'intervento dell'onorevole storico dell'arte che parla di Astolfo e della luna e quindi del nostro povero Paese dove la pazzia regna sovrana.

https://gloria.tv/post/i1xjyiG2YiNv4rtYxhgLiopdP

Mi fermo qui perché oggi è la festa della Beata Elisabetta Sanna e qui la ricordo con amore palpitante per avermi lei, morta più di duecento anni fa, insegnato a fare la Santa Comunione spirituale quando, in Sardegna (la sua terra), nessun sacerdote mi voleva dare la Particola sulla lingua. Era una domenica mattina, fresca di vento di maestrale, dopo la Santa Messa nella chiesa di San Giovanni Battista di Budoni. C'era un bel mercatino e io attratta solamente da un banco e sul banco un librettino, vecchio di cent'anni, e l'immagine di lei, Elisabetta. Senza indugio l'ho comperato e il resto è nel segreto tra la mia anima e la sua e il dolce Signore che conduce la mia vita.

Tornata dalla visita, ecco una bella foto della cappella dove riposa la Beata.



Qui sotto, se vi va, il mio ultimo articolo per Stilum Curiae: https://www.marcotosatti.com/2022/02/16/bdv-il-rimpianto-dei-papi-di-una-volta-e-i-tanti-tradimenti-di-oggi/



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