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sabato 26 febbraio 2022

Il topino fizzer

Charitas Christi urget nos


 https://www.marcotosatti.com/2022/02/27/bdv-e-il-passaggio-dalla-pandemia-alla-dio-non-voglia-carestia-globale/


In questo articolo mio scritto giovedì scorso (24 febbraio), al ritorno dalla spesa al supermercato  racconto il nesso malefico che va dalla pandemia alla guerra in un disegno malvagio che deve essere svelato perché, come dice il Signore, nulla deve rimanere nascosto. E ancora di più le trame dell'arcinemico, il topino fizzer...

In un sacco vecchio

Un cesto di belle bennibags!

Eddai, no,  basta con la propaganda! Anche la guerra in Ucraina, pur drammatica nella sua realtà, sta prendendo, nelle televisioni e sui giornali, i soliti toni ridicoli dei film americani fatti e girati per bambini di otto anni. Eddai, fatela finita! E invece niente affatto, feroce il birignao buonista del Davide contro Golia si abbatte sugli ipnotizzati italiani, già provati da due anni di follia psico-pandemica... Feroci i "telegiornalisti" (si, vabbè) usano videogame per simulare i bombardamenti. mentre i colleghi della carta stampata riciclano vecchie foto di bombardamenti, spacciandole per ovetti freschi. Ma basta!

E poi, come se non bastasse, mostrano la solita fotografia dell'uomo a mani nude che si oppone ai carri armati. Ma, cari signori, io quell'immagine per voi così emblematica (per me solo stupida e che non è simbolo di un bel nulla, ma solo luogo comune) l'ho già vista, tale e quale, nella piazza Tienammen quando la Cina da comunista diventava democratica (sì, sì, certo, altra, mia, risata omerica). Una crosta di gnegnegne, con le giornaliste embedded (ma che vanno a letto con i soldatini, mi chiedo?), in tuta mimetica ed elmetto, mentre tutt'intorno la vita trascorre normalissima. Ieri, dietro a una di queste "eroine" passava un furgone bianco che ha fatto una curva a u schivando per poco la signorina in assetto para-militare. E negli occhi di chi guidava un bel punto interrogativo: "Ma che sta a fà stà qui?", tradotto dall'ucraino in romanesco. Ma dai! Io tutte queste sceneggiate le ho già viste, durante la guerra del Golfo, poi in Kossovo e via così ricalcando con l'antica (e quanto mi manca!) carta carbone che forse andremo, vista l'inevitabile crisi economica, a recuperare proprio come le centrali, appunto, a carbone (parola del draghetto insonne) che ci riscalderanno cuore e corpo.

Ok, in un sacco vecchio di tela stinta (per essere molto ecologici e di transizione se sapete che cosa significa voi perché io no...) infilo tutto quanto foto, fake news e pubblicità della ditta Occidente e co. e, insieme alla spazzatura di casa, scendo a buttarla nei secchioni colorati che infestano le vie. Mmm, dove lo metto, sì, mi decido per l'indifferenziata ed è una scelta giusta...

venerdì 25 febbraio 2022

Sulla Via con piede fermo

Mmm, penso e ripenso: premesso che invadere terre altrui è sbagliato (Putin, cattivo!) e che, viceversa, è anche sbagliato nottetempo spostare un confine e far poi gli innocentini (Nato cattiva!), credo che nella guerra nei confini orientali d'Europa, in un mazzo, siano tutti un poco colpevoli e che questa situazione ingarbugliata e drammatica dimostra, ancora una volta, che nel mondo inselvatichito, paganizzante, che ama aborto e fine vita, un mondo orrendo, privo di Carità, che ha girato le spalle al Padreterno (che tutto governa in armonia e con l'amore) le uniche vie percorribili sono quelle del male.  E che, stupirsene o gridare allo scandalo, sia esercitazione di pura ipocrisia.

Prego per il mondo intero, alla messa quotidiana, e alla domenica quando, in dolce compagnia, mi reco alla Scala Santa. Prego perché tutti tornino al Signore perché senza di Lui non c'è né Via, né Verità e neppure la Vita.

Bennibag in rosso sangue...


martedì 22 febbraio 2022

Mimose e sorrisi

 

Oscula C...orum

https://www.marcotosatti.com/2022/02/22/bdv-sono-stata-testimone-oculare-di-una-profanazione-tutto-normale/

Per il blog di Marco Tosatti, ieri in un fiat, ho scritto l'articolo che qui sopra vi propongo. E sotto la fotografia della signora delle mimose coì carina e allegra e che ho postato anche sul mio account Instagram che è questo: https://www.instagram.com/benedettade.vito/  (casomai vi andasse di curiosare e casomai, un giorno, di seguirmi)

A lei, fatona primavera, che mi ha donato un rametto dei fiorellini gialli che sono grappoli di sole, voglio dedicare un sorriso perché alla mia domanda: "Vuole un soldino?", mi ha risposto: "No, soltanto il suo amore!". Dopo la salita alla Scala Santa, sotto una pioggettina pungente, eccomi in Via Merulana, dove su molte panchine sdraiate intorno a uno slarghetto dove s'affaccia Panella, ho trovato, in mosaico, molti uccelletti e mi hanno fatto pensare di nuovo alla primavera che verrà...




sabato 19 febbraio 2022

Dai Monti all'Aventino

Oggi verso l'Aventino, destinazione la casa mia natia, che si trova ai piedi del colle da dove Romolo e Remo contarono gli uccelli.  Partenza da casa dopo la Santa Messa di Loreto (che amo molto), scendo nel teporino quasi primaverile e indosso soltanto un maglioncino, uno spolverino e tutto ino ino. Svoltata su Via Leonina (ina ina), anche lei figlia di un Pontefice, mi imbatto a fior di strada in una antica insegna che fa diventar vivi e vicini i Castelli romani (dove amerei andare domani per una passeggiata verso il Santuario della Madonna delle scuole Pie, con l'amico Benedikt, ma che purtroppo dovrò mancare...) ed eccola qui, una fiaschetteria de li Castelli nel cuore del Rione Monti.

Ma è tempo, gambe in spalla, di trottare e via tra le strade mie romane che mi han visto molte volte e mi salutano insieme ai fischi dei merli. La metropolitana (sperando e per fortuna così è stato che non si controlli la vipera verde...) si fa attendere ma alla fine arriva e sono alla Piramide. Un'occhiata al mercatino dove i prezzi sono triplicati e via lungo la Marco Polo fin dove lo so io. Fatta la santa visita settimanale, torno sui miei passi e voi con me. Tra i fiori. 
I notiscordardime che sono il sorriso della primavera che verrà. Gli ireos viola che mi ricordano tanto la mia nonna Lisetta che ne amava il colore.
E le margheritine che colorano di neve i verdi prati 
Più avanti ecco Santa Balbina, solenne, elegante nel suo cappotto color cotto. La fotografo di sguincio e sembra ancora più bella.
Più giù, oltre la Passeggiata archeologica, ecco il luogo dove, a Mezzanotte, si incontrano i pellegrini che vogliono visitare il Santuario del Divino Amore




Oh che cosa vedo là in fondo! Un panda piccolino e così lo fotografo e chiedo il permesso a chi lo accompagna. Il codino nero sembra un punto e a capo. 
E ora, addio, passando per via dei Giancaleoni che pare un viottolo di un paesino sabino, a poi a casa, al desinare...


 











venerdì 18 febbraio 2022

Piccolo pellegrinaggio romano

Ieri, lunga passeggiata romana per me, dopo la  prigionia da malattia e poi il lento recupero. Mentre camminavo, il mio terzo occhio acceso, ha afferrato il bello che incontravo e qui, di seguito, posto le tante fotografie che ho scattato partendo dall'alto dei miei Monti (un poco abbacchiati e presi a sberle nel dopo psico-pandemia) per giungere a Campo dei Fiori, dove, almeno in apparenza (perché mi sa tanto di maschera d'arlecchino), si respira un poco di romanità al sole. Ma presto, presto, andiamo a incominciare

E iniziamo con le belle rose bianche, di Santa Teresina, che adornano i giardini di Piazza Venezia. Per fare questa foto, senza bighelloni, mi sono inerpicata lungo la collinetta umida d'erbe.
Passate le Botteghe Oscure e giunta ai Giubbonari, mi trovo viso a viso con il Monte dei Pegni e con questa simpatica finta finestra sul palazzo dirimpetto.
Proseguo e mi lascio alle spalle Palazzo Spada (dove vorrei entrare ma non entro perché, pur avendo il gp rafforzato, io non lo uso, una protesta contro l'iniquità) con la sua splendida facciata neoclassica. Romolo e Numa mi guardano dall'alto in giù. C'è anche Cesare e poi il Temporeggiatore. Non entro, proseguo torno torno e da dietro il gran Palazzo appare così, in una prospettiva pulita e al fondo gli alberi.
Su un portone alto leggo questa citazione da San Paolo e la fotografo
Vi si legge "Charitas Christi urget nos". Sì, serve la carità di Cristo perché questo Paese, così com'è, sembra percorso e scosso solo dallo spirito del male.
Sono giunta alla meta che è la bella chiesa di San Salvatore in onda, 
Apre alle quattro. Dentro, in preghiera, davanti alla cappella dove riposa la Beata Elisabetta Sanna. 

Prego e piango anche per un Paese, l'Italia (pur nella sua eterna bellezza), che non riconosco più per mio. E mi perdo ad ammirare la Madonnina trafitta. 

Cuore a cuore con Lei. Le mando un bacio e, chiuso il cuore mio come uno scrigno pieno di Gesù Bambino torno controvoglia nel mondo. 









mercoledì 16 febbraio 2022

Elisabetta, amica mia!

 


Mentre il covid, piccino o grande che sia, se ne è andato via, l'orrido grimpa (che io ho ma mi rifiuto di usare) rimane e tutti zitti, come se fosse la cosa più normale del mondo che un signore di cinquant'anni, senza il lasciapassare verde, non possa né lavorare né andare in piscina né addirittura prendere un caffè al bar. Ma questa è pazzia pura! E, avanti italiani, svegliatevi dall'ipnosi, ciechi condotti da altri ciechi, come diceva nostro Signore. Invece nulla, tutti pii bovi ad accettare l'inaccettabile da un governo, come dice Vittorio Sgarbi (onore a lui)  di pazzi che maltratta un popolo di sani. E qui vi lascio il link all'intervento dell'onorevole storico dell'arte che parla di Astolfo e della luna e quindi del nostro povero Paese dove la pazzia regna sovrana.

https://gloria.tv/post/i1xjyiG2YiNv4rtYxhgLiopdP

Mi fermo qui perché oggi è la festa della Beata Elisabetta Sanna e qui la ricordo con amore palpitante per avermi lei, morta più di duecento anni fa, insegnato a fare la Santa Comunione spirituale quando, in Sardegna (la sua terra), nessun sacerdote mi voleva dare la Particola sulla lingua. Era una domenica mattina, fresca di vento di maestrale, dopo la Santa Messa nella chiesa di San Giovanni Battista di Budoni. C'era un bel mercatino e io attratta solamente da un banco e sul banco un librettino, vecchio di cent'anni, e l'immagine di lei, Elisabetta. Senza indugio l'ho comperato e il resto è nel segreto tra la mia anima e la sua e il dolce Signore che conduce la mia vita.

Tornata dalla visita, ecco una bella foto della cappella dove riposa la Beata.



Qui sotto, se vi va, il mio ultimo articolo per Stilum Curiae: https://www.marcotosatti.com/2022/02/16/bdv-il-rimpianto-dei-papi-di-una-volta-e-i-tanti-tradimenti-di-oggi/



martedì 15 febbraio 2022

Fiori in vaso

Girando per la casa, aspettando una telefonata (che poi è arrivata da una cliente che mi chiede di farle da ghost writer e, certo, e volentieri e se ne avete bisogno anche voi, mandatemi un messaggio bennidv@libero.it!) mi sono perduta nei tanti angolini di bellezza che ho trovato qui e lì. E mi sono fermata in cucina, naso a naso con questo bel mazzo di fiori in vaso, dipinto da una certa signora di gusto che si chiamava Amelia Stacchini ed era un'artista e un'amica della mia nonna Lisetta. Amelia, la ricordo, la ricordo, con i capelli azzurrati, acciambellati alla meglio sulla nuca, un collarino di velluto nero intorno al collo,  e certi vestiti a scialle tra il grigio perla, il violetto e il nero. La ricordo nel giardino della nonna Lisetta, seduta davanti alla tela, tra il ciliegio e il noce, con tanti pennelli e i colori allegri a farle il girotondo intorno.
Era pittrice, Amelia, ed era nata a San Marino, da una famiglia che produceva, mi pare, proprio armi. Lei, artista, senza pistole, ricca per le pistole...
Ispirata anche dalla Amelia, ecco la bennibag fiore in vaso appena fotografata con sfondo in rosa shocking.






 

domenica 13 febbraio 2022

Pachamama a fiume!

 



Poco prima che la psicopandemia ci chiudesse in casa come detenuti agli arresti domiciliari e l'Italia si trasformasse in un laboratorio di sadismo e follia, io tornavo felice e contenta da Monaco di Baviera, dove avevo partecipato a una "acies ordinata" con il professor Roberto de Mattei e altri credenti come me. Credo di aver scritto qui la cronaca di quei giorni, al tempo, ma non vi ho detto, o non lo ricordo, che, tra i tanti, c'era un bel ragazzo austriaco, altissimo e dai lineamenti eleganti di nome Alexander (il cognome lo potete trovare su internet), famoso per aver buttato a fiume, ossia nel Tevere, la Pachamama. Sì, insomma, un eroe!

Ieri, grazie al Pater Luis Eduardo, che dal Venezuela mi manda le sue nuove sempre, ho potuto ascoltare una intervista di Alexander, sempre bello e sempre molto cattolico, il quale spiegava che in Austria, lui che non è vaccinato, fino a ieri non poteva entrare nei negozi e domani (lunedì 14) sì. Racconta anche che in Austria si stanno organizzando, in imitazione del Canada, i convogli della libertà e che bisogna, col sorriso e la Croce, restare fermi nel nostro no (cosa che riesce facile anche a me). E allora mi chiedo perché solo l'Italia è ancora sotto l'orrido scacco matto del lasciapassare verde? E chiedo ai politici tutti di tornare ad essere italiani e innamorati del loro Paese come lo sono io e a smetterla con la tirannide!

Buona Santa Domenica, in Domino

A spasso al Colle Oppio

La black beauty bennibag è ancora nel piccolo laboratorio con vista sul Colosseo, ma presto sarà pronta per essere fotografata e messa nel mio mini negozietto bebaboutique su Misshobby. Avanti, nella bellezza che è una fatina gentile...

Poiché, alla sera, senza neanche accendere la villana di casa (la tv) che mi porta in salotto tante facce poco gradite, io vado a dormire ad gallinas albas, va da sé che il mattino comincia quando il sole indossa ancora il suo pigiamino d'oro ed è tutto avvolto nel piumino della notte. Sì, lui, il sole dorme l'ultimo sonno prima dell'alba, quando io sono in cucina a preparare il caffè e il cappuccino per mio marito e per me. E chiacchieriamo, lui e io, come due sposini freschi di nozze (e invece abbiamo sulle spalle 30 anni insieme). Poi, lui va per la domenica mattina sua e io, dopo aver spicciato casa, esco a fare quattro passi e senza  nella gioia rotonda della mia preghiera del cuore.

Oggi, passin passetto, sono arrivata al parco del Colle Oppio che contiene i ruderi della Domus aurea di Nerone (ma sottoterra e non si vedono) e anche, al confine nord, quelli delle stupende Terme di Traiano, che si trovan davanti al prato dei cani (oggi ben affollato di code e lingue penzoloni). Poi, tornando indietro verso via della polveriera, a un passo da San Pietro in vincoli, ho incrociato un runner anziano e ci siamo fatti un sorriso e detti buongiorno come ai tempi normali, prima dell'orrida psicopandemia e di tutto quel che è venuto dopo, che ha inghiottito nelle sue brune viscere la carità. 

venerdì 11 febbraio 2022

Telechiacchiere, addio

 https://www.marcotosatti.com/2022/02/12/bdv-in-dialogo-con-lo-strumento-del-rimbecillimento-globale/


Ho scritto per Marco questo articolo qualche giorno fa, quando ancora ero chiusa in casa. Oggi, liberata, lascio per chi lo vorrà il link per leggermi. Con un saluto e una riverenza, nel Re dei re, buon sabato sotto il cielo azzurro color manto di Maria!

I sassolini di Santa Emerenziana


A Lourdes, a Roma

 


Questa mattina, nel cielo azzurro color manto di Maria, con la mia cara amica Gosia ho attraversato in cordolo diritto, da Via dei Serpenti giù fino alla Dataria, passando per il Quirinale (dove abbiamo salutato i carabinieri di guardia al palazzo che è stato dei Papi, poi dei Re d'Italia e ora del presidente) e poi, girando  destra, davanti al Quirino, eccoci nella chiesina raccolta di Santa Rita, dove, entrando a sinistra si trova una copia esatta della grotta di Masabielle in Francia, dove Santa Bernardette incontrò l'Immacolata Concezione.

Ogni 11 di febbraio, alle 8 di mattina, c'è una piccola-grande messa, officiata dal sacerdote proprio dentro la piccola grotta, e io sono due anni che vado, da quando cioè andando a far lezione d'inglese alla mia piccola Aurora, mi ritrovai al 10 di febbraio con la smania di curiosare in una chiesa - proprio Santa Rita - dove non ero stata mai. Il giorno dopo, come dono di grazia, c'era la Santa Messa per la Madonnina di Lourdes e io, gambe in spalla, non me la sono certo perduta! E quest'anno eccomi qui con Gosia! Nella Chiesina, agostiniana, c'è una Maddalena che vede Cristo risorto (in un bellissimo dipinto forse da restaurare) e poi Sant'Agostino e Santa Monica, sua madre. Poi c'è un Bambino di Praga, a me carissimo per via d'un viaggio, anni e anni fa, quando mi ritrovai, seguendo il filo rosso lanciatomi da un'amica scrittrice (Luisa Adorno - oramai in cielo -) a Praga, proprio davanti al Bambinello, con il suo santo corredino...

E poi, in un canto, c'è un piccolo rettangolino funebre, in marmo, di una certa Carolina Costa in Fabbri, che ha un viso tanto simpatico, vivo, e lo sguardo quasi furbetto, e mi ha incuriosito. Ma non ho trovato nulla in rete su di lei e Carolina Costa è il nome di un'atleta italiana che ha vinto medaglie. Brava, un applauso, ma a me interessa l'altra, la vecchiotta, con il naso un poco adunco e un mezzo sorriso buffo... 

giovedì 10 febbraio 2022

Il sorriso della vita

 


La figlia di una mia amica d'infanzia ha avuto un bambino. E lo ha chiamato con un bel nome biblico, che parla di futuro e di vita che verrà. Ho voluto farle un pensierino, un pigiamino color arancio, con tutti gli animaletti della sua piccola arca, e, dopo averne fatto un pacchettino ingentilito in stile giapponese, l'ho portato a sua madre, lasciandolo nel gabbiotto del portiere di un bel palazzo del quartiere Parioli. Poi me ne sono andata via, nel mio taxi bianco, a un appuntamento dal notaio che mi vedeva far la parte di qualcun altro, tra visi scuri.

Passati due o tre giorni, ho ricevuto la chiamata della mamma nuova ed è stato dolce, davvero, ripensare a quando era lei la piccolina e io e sua madre giocavamo con lei come, da piccoline, avevamo fatto con i nostri "Giovannino". E' stata una telefonata d'affetto acceso, nonostante i tanti anni di lontananza.

E insieme abbiamo ricordato delle volte, tante, in cui lei e io ce ne andavamo per le rive sarde a caccia di conchigliette dalla punta rosa. Un giorno, tornando dalla punta di Cala Girgolu dalla parte di Porto Taverna, dove le spiaggette erano un tempo piene di conchiglie, ci fermammo, lei e io, da un certo vecchio ingegnere, allora alla fine dei suoi anni. Disteso a letto, volle che sedessimo con lui un pochino. Ci guardò, confusamente pensando che la bimba fosse figlia mia (per quanto mi somigliava, come anche sua madre dice) e poi la fece avvicinare e con le dita nodose le fece un buffetto sulla guancia e sorrise contento. Doveva morire poco dopo, ma so, perché lo so, che ebbe nel toccar quella piccola guancia di pesca, il sorriso della vita... 

La piccola foto che decora il post mi viene da lei, con una lacrima di rimpianto per quei giorni felici. E mi pare siamo sullo spalmatore di Tavolara a cercare corallo...

sabato 5 febbraio 2022

Vivat Jesus in cordibus nostris!

Din doll

Eccomi arrivata al post numero 1000 ed è tempo di bilanci (per me sono tutti positivi e mi sono divertita tanto) e di raccontare che cosa è stato, per me, questo piccolo spazio condiviso (come si usa dire oggi). Ho aperto il blog su Blogger, il 30 dicembre del 2010, in un altro mondo. Mi ha spinta al gran passo Lucia di Graphic scribbles che mi ha curato la grafica (gratuitamente e qui la ringrazio) e che mi leggeva, credo, quando questo stesso piccolo naviglio era su Alfemminile. Su quella grande piattaforma francese ho guadagnato, grazie ad un piccolo scritto, un simpatico invito milanese e una gita nella città della Madonnina. E fu una occasione bella per andar a trovar mia nipote che lì studiava e che venne con me alla festa a mangiare finger food...

All'inizio, raccontavo solamente le piccole storie tragicomiche della mia infanzia romana in una famiglia della "Roma bene", concetto che oggi fa semplicemente cappottare dalle risate, ma allora aveva un senso preciso, regole, liturgie noti al piccolo mondo antico al quale appartenevo per nascita. Poi, nel 2012, il Signore (ma prima di capire bene che cosa mi stava accadendo ce ne ho impiegato di tempo...) ha picchiato all'uscio della mia anima ed è iniziato il lungo e doloroso viaggio della mia conversione (su questo ho scritto un libriccino intero che dovrà trovare prima o poi un editore "Tua, Benedetta"). E proprio i post di questo blog, gradino dopo gradino, illuminando le oscurità e le tenebre del mio vissuto, mi hanno portato al lume acceso, ai doni dello Spirito Santo, all'ardor di fiamma mio tutto interiore che brucia d'amore per la Santissima Trinità e a trovare la dolce pace del cuore. Ora, invece, inginocchiata sotto la Croce, nella corazza d'oro che mi ha donato San Michele Arcangelo, combatto la battaglia giusta, cercando, nel mio piccino, di portar agli uomini ciechi, riottosi e ipnotizzati dalle fole del mondo (regno del nemico) la dolce novella del Signore. E ora, con un inchino e con una riverenza, saluto il mio piccolo pubblico e a tutti auguro una serena domenica nel Signore.

Vivat Jesus in cordibus nostris. Risposta: vivat!  

venerdì 4 febbraio 2022

Come un pettirosso


La chiesetta arcobaleno dell'omino biancovestito, che vive come punta di un Iceberg (oglio) dell'abominio, si appresta a inchinarsi al mondo, portandosi in uno studio televisivo a chiacchierare con due presentatori molto politicamente corretti e chissà di che cosa. Invece la vera Chiesa del Signore, nelle catacombe, prega e piange il tradimento curiale, l'ennesimo fatto al Signore dai tempi dei profeti e dei giudici d'Israele. Non è una novità: è sempre successo, cari i miei falsi sacerdoti, veri adoratori di Baal!  Ogni vostra parola che ci scandalizza e ci disperde sarà conservata nel libro della vergogna, lassù dal nostro dolce Padre, che ci ama nonostante tutto. E per capire che cosa sta accadendo, basta leggere Elia, un libro stupendo che spiega molte cose. Non siete nemmeno originali... (sbadiglio mio). E per ricordare ad Oltretevere come era la Chiesa e come testimoniava la sua Verità, traggo tre righe tre dalla Storia d'Italia di San Giovanni Bosco (che tutti dovrebbero leggere essendo davvero magnifica!): "Ed i Papi? Di trentadue, che si contano anteriori a Costantino, trentadue morirono per la fede, di cui ventinove soffrirono il martirio, e martiri furono molti vescovi e sacerdoti". Non andavano ospiti da Fabio Fazio...

Io, nei sotterranei, mi stringo alla vera Chiesa, al Papa nascosto che pure il Signore ci ha donato e c'è. Rimango inginocchiata sotto la Croce, e osservo con sgomento e stupore i finti uomini di Dio che, sculettando, ballando il flamenco davanti al Santissimo, cambiano la preghiera che ci ha insegnato Gesù (il Padre nostro), che si apprestano a modificare i comandamenti del decalogo (sdoganando l'omosessualità, peccato che grida vendetta al cospetto del Signore), che attaccano il latino lingua che, come è arcinoto, è detestato dal nemico di sempre, che infilano nella Comunione dei santi, così amati dal Signore, nel cuore incendiato d'amore per lui, nell'anima pura, i dannati della Geenna... Forse per consolarsi, poverini (sbadiglio mio).

La finisco qui, torno or ora, spiritualmente, dalla Santa Messa alla Santa Casa di Loreto, piena di gioia per l'incontro con Gesù che mi dona la grazia la pace di stare con Lui sempre e di portarlo nel cuore. In Domino, indomita. Debole e pur fortissima, come un pettirosso.

giovedì 3 febbraio 2022

Finte lirturgie

 

La mia candelora, dall'inverno semo fora

Oh dai abbiamo un nuovo presidente (la maiuscola non la meritano proprio...) e non è, come pensavo io, Pierferdinando Casini, ma il gemello, tale e quale, molto siciliano, di quello che avevamo prima, anche lui un ex democristiano (che non crede più nel Signore, ma nella nuova chiesa di messer Bergoglio e tutti i suoi che l'aiutano vengono da lì, più o meno e io alcuni li conoscevo nei tempi loro migliori...). E aperta parentesi. A  Bergoglio lo hanno urlato lo scorso mercoledì, durante l'udienza, che la sua è una finta chiesa e nella verità della solitudine, il giovane, un eroe, è stato portato via dalla sicurezza.

Oh che teatrino triste, che malinconia veder così vilipeso il nostro stupendo Paese! Il presidente e il papa ridotti a moncherini. Vedere, poi, tutti i parlamentari a spellarsi le mani per aver ancora da star lì a scaldar la poltroncina un altro anno intero sgomenta il cuore. E poi, dai, la salita al Milite Ignoto, con il Piave che mormora. No, dai, e tutte le trombette, mentre in Italia c'è l'apartheid e il presidente è solamente presidente di una parte degli italiani mentre degli altri chissenefrega. No, dai il Piave no!

Va bene, metto insieme sanremo e la diretta per il presidente e tutto insieme  nel cassetto della vergogna, dove si conservano per sempre le memorie di questo tempo a capo in giù, con la Verità - che è Gesù nostro, messo di nuovo in croce dai nuovi farisei... Coraggio, avanti, basta non guardarli e andare innanzi stretti alla Croce, nella dolce salita al Calvario che è tanto, tanto più bella che stare anche un secondo soltanto in "loro" compagnia. Avanti, in Domino, indomiti! 

mercoledì 2 febbraio 2022

Sanremo? No grazie!




Una nuova bennibag, alla quale ieri sera ho aggiunto un bel cordoncino di lana color castagna...

Non ho visto un solo fotogramma del programma televisivo chiamato Sanremo perché so, senza bisogno di sintonizzarmi sulle onde sue di miasma infernale, che è un programma che non mi piace. Anzi non è un programma, ma un sabba satanico al quale assistono, sgomenti a volte e molto inconsapevoli, tanti italiani che farebbero meglio a spegnere la tv e a coricarsi.

Non guardo quella roba che mi ferisce gli occh, l'anima e il cuore mio che arde d'amore per la Trinità. Non mi piacciono i cantanti, le canzoni, i conduttori, le conduttrici. Niente. Sicché, coin tutto il rispetto, perché accendere la televisione e ardere tra le fiamme della Geenna? Io, tra l'altro, essendo chiusa in casa (ancora per poco) a causa delle folli quarantene, ho un solo appuntamento quotidiano che non perdo mai. Ed è quello con la Messa dalla Santa Casa di Loreto che è alle 7 e 30, di mattina presto, su un canale minore che trasmette da Napoli un telegiornale condotto da giovani giornalisti pieni di entusiasmo (VG21). Ecco, conclusa la funzione religiosa, sempre molto bella nella sua semplicità che è sugo di vita, passo alla giornata e alle piccole incombenze quotidiane.

E conto i giorni per uscir nel sole che mi invita ad amare il Signore, al cielo blu che abbraccia il cuore e far dire a voce alta "alleluya, Signore!" e grazie, grazie, grazie, anche per la quarantena che m'ha donato la grazia della purificazione, proprio in febbraio mese, appunto, della februa, cioè della purificazione... E domani si festegia la Beata Elisabetta Canori Mora, mia compagna e dolce amica nella Comunione dei Santi. Grazie, evviva, e grazie!